6.6 CESARE DE LOLLIS bocca la sigaretta appena accesa e la pose sulle labbra dello chauffeur sopravvenuto col suo camion («Gepäckswagen») e pronto a ripartire. Fraterna.mente, piu ehe altro: tanto ehe mi dissi: tutto si puo fare, secondo come si .fa. L 'altra gita rituale, ben piu lunga. e quella al rifugio Rodella. Si va in auto :fino all 'albergo Sella, poi a pjedi al rifug-io. A due passi, il l_ianQ.'kofel ehe si deforma e slarga in un bestione dagli arti complieatissimi. Dalla parte opposta il gruppo del Sella. In due sfondi longitudinalmente opposti il Pordoi e il Rosengarten. Ridiscendendo all 'albergo, per rimontar sul1'auto, mi colpi un turista, ehe .faeeva a gran passi le volte del leone davanti all 'entrata dell 'albergo. Grande della persona, faceva dei passi ehe mi ricordavano il Paradeschritt della guardia del palazzo reale a Berlino e teneva evidentemente oltremodo al rumore dei suoi scarponi sulle selci. A veva la corta e larga tunie.a di impermeabile ehe minaccia di soppiantare il «Lodenmantel»; ma per quanto larga, non riusciva a dissimulare certe linee curve. Era una donna. Evidentemente, una femm.inista. E, naturalmente, brutta. Come son sempre le femministe, seeondo mi convinse g·ia anni fa un signore inglese. Rasentavo con lui la parte meridionale di Hyde Park. Dali' interno del parco proveniva uno schiamazzo indiavolato. « Son le suffragette, dissi io, eon a capo lady A .... ». « Tutte brutte donne », fece l' inglese. «No, ne ho viste anche delle belle», ribattei io, un po' anehe per eortesia. E lui: « Ma quelle son pagate dalle brutte ».