Giovanni. Alcune case bianche di tipo europeo con copertura di lamiera, staccano con la elegante roton­ da della modernissima chiesa copta di Enda Ma­ riam, tra il vasto groviglio di rotondi agudò e di hudmò rettangolari, gialli e terrosi, nei cui recinti caratteristici stende immancabilmente l’ombra verde un prosperoso tiglio o uno snello eucalipto. Attraverso le povere case la colonna Broglia muove sull’ Enda Jesus al cui presidio ha l’alto onore di essere destinata. Rapidamente sorgono sul ripiano gli accampamenti e si dispone l’eventuale difesa del colle e della città contro il millantato ritorno offensivo di Uodogiò Alì ; ma l’animo di tutti è compreso di riverenza. Non v’è umile sol­ dato ignaro della breve vicenda che quarantanni or sono colmava di storia eroica Macallè, facendo di un rude e ignoto colle uno dei luoghi più densi di contenuto spirituale di questo lembo d’Africa, simbolo di ciò che possa la volontà umana poten­ ziata da un senso religioso del dovere. Da questi spalti senza che la virtù del buon sol­ dato vacillasse, Galliano vide la mattina del 7 gen­ naio la pianura di Sciafat biancheggiare di tende come se avesse nevicato e scorse il padiglione rosso del negus Menelik, issato verso il borgo di Debrì. E tra queste mura oppose alle forze soverchiatiti e alle necessità della sete la potenza dominatrice dello spirito. Nel pomeriggio il tricolore è issato tra le rovine della ridotta ; poco prima silenziosamente viene de­ posto tra gli avanzi rozzi delle vigorose mura un 27