:?(apoli, 3 marzo 1896. Mio caro Carducci, Le parole che avete detto costì alla Croce Rossa sono bellissime e nobilissime ; sono un saggio dell' a~te vera, dell'arte dei nostri grandi antichi, ispirati da alti ideali e da sentimenti magnanimi. Ma appunto perchè voi avete espresso così degnamente il pensiero della patria, non so tenermi dal rivolgere a voi le mie riflessioni dolorose. Voi sapete bene che, se langoscia di questo atroce momento mi spinge a metterle fuori, esse sono però tutt'altro che recenti nell'animo mio. E, quel che più importa, voi ed io sappiamo che grandissimo è il numero di coloro che le agitano dentro di sè o le comunicano a pochi amici, ma non s'attentano di farne pubblica manifestazione. Poichè, o sono uomini competenti nelle cose militari e politicamente autorevoli, e si tacciono per timore di far peggio e d'aumentare col peso delle loro parole le difficoltà del-