— 23 un’autorità la quale intervenga violentemente nel campo delle discipline umane per imporre i suoi criteri è un’auto­ rità sciupata, o che si vuole sciupare, provocando una re­ visione più radicale dei suoi diritti, che vengono tanto meno rispettati quanto più vengono usati fuori del giusto ambito. Quando si trattò nel S. Uffizio la questione dell’auten­ ticità del così detto Comma giovanneo (I Ioa 5,7) sulla Trinità, la soluzione era assai chiara. Secondo i risultati allora noti, il comma manca in tutti i codici greci (quasi duecento) tranne in due più recenti (sec. XV-XVI) e in due che l’hanno in margine, manca in una sessantina di lezionari, nelle versioni orientali, nei più autorevoli codici della Volgata; nelle controversie sulla Trinità nelle quali avrebbe dovuto essere il testimonio decisivo non compare; i Padri orientali non lo conoscono e in Occidente non se ne ha traccia che verso il secolo V; qualche scrittore commenta tutto il capitolo salta il comma che sarebbe stato più importante. Tuttavia alla domanda: « Se si possa negare sicuramente (tuto) o almeno mettere in dubbio l’autenticità del testo di s. Giovanni ep. I, 5, 7, che dice: « Quoniam tres etc. » il S. Uffizio rispondeva: « Negativamente ». Decisione strana, ma più meraviglioso il modo con cui vi si giunse. Raccontava più tardi il card. Pa­ recchi che la deliberazione fu presa per volontà di uno dei Padri di quel consesso, uomo di una qualche erudi­ zione dommatica con cui dominava i suoi colleghi, ai quali tenne un discorso contro le intemperanze della cri­ tica che niente rispettava e tutto, diceva lui, demoliva sacrilegamente; che bisognava metter riparo a tanta iattura e concludeva con frase tipica: « Se no, casca tutto ». Non si può negare che la prudenza di'UàiTàs" sì' sià présa una rivincita su quella di Cristo, se dopo aver fatto con­ dannare come uomo pericoloso il fondatore della fede, è divenuta norma capitale della Suprema Congregazione cristiana nel giudicare la verità. Grazie a quella pruden­ za, nelle scuole della Chiesa cattolica, colonna e fonda­ mento della verità, si può con sicurezza (tuto) insegnare una cosa evidentemente falsa, ciò che è certamente vero non si potrebbe insegnare, anzi neanche proporre dub­ biosamente. Fosse un caso sporadico si potrebbe non tenerne conto, ma allo stesso criterio di opportunità e di prudenza uma­ na ligia alla tradizione, disposta per salvar questa a render vana la legge di Dio e a rinnegare anche la verità