16 psichica [ nb., si parla di analogia· fonetica ], ossia attività volitiva, [ ò detto che non è così J, è chiaro che degli infiniti processi indivHiuali' parteciperanno all' evoluzione soltanto quelli che sono nell'aria [ si allude non alle analogie morfologiche, ma alle presunte analogie fonetiche; ora, che significa questo << essere nell'aria»1!] quelli a cui tende la volontà o [nb!] inclinazione di una comunità linguistica. Il termine « tendenza fonetica » esprime il momento volitivo o se vogliamo [sic!] istintivo [sic] (1) dell'evoluzione con molto più chiarezza e precisione che il termine « legge fonetica » . Si vede qui chiaramente che il buon senso, il concreto prende la mano del Vossler e lo porta a dimenticare l'astrazione. Perché la legge fonetica non è che il risultato della tendenza fonetica latente; ecco poi che l' « analogia » diventa per il Vossler « tendenza fonetica» e il « momento volitivo » diventa « momento istintivo » dell'evoluzione fonetica; ma « volontà » e « istinto » sono una contradizione in termini. E ancora: « se [ nb. questo <>) un segno, acustico o grafico, un auµ~oÀov, per rappresentare una immagine psichica ( « fiir eine psychische Vorstellung » ) 'p Questo in linea teorica; ma la stessa contradizione nella pratica. A pag. 14 si legge: « Per stabilire il nesso causale di un processo storico dobbiamo prima studiare sufficientemente lo stato dei fatti, cioè tutti i coefficienti che possono in qualche modo avervi concorso. I più cauti àn perciò posto, come scopo prossimo e provvisorio (1) « Das WillensmKssige oder, wenn mann will, instinktmassige Moment der Lautentwicklung ». (2) Io pensavo che per lo meno si ritenessero emotivi.