7 effetto di -i, -u finali: veni diventa vieni, bonu diventa buono, e poi, in alcuni territorì neolatini, per « analogia fonetica» vene si modella su vieni diventando viene e bona su buono diventando buona; poi anche dove non ci si1:1 una alternati va di e/ ié o/u6 in un paradigma, il dittongo si propaga per « analogia fonetica », dece diventando diece, soror diventando suoro, -a, te1·1·a diventando senza continuità dalla Spagna alla Rumenia, v . Ditt. rom. p. 15 seg. tiera, e così via . E come esempio per il costituirsi di condizioni coerenti per la propagazione da pochi modelli iniziali lo Schuchardt assume le vicende del participio spagnolo in -ido nei verbi in -e,;·, che da scarsi esempi in antico s'è via via esteso a molti verbi. 6. - Ora tutta questa costruzione non à alcun fondamento, né teorico né empirico. È merito della scuola nostra di aver definito la natura dell'analogia (1). L'analogia non è vero che sia un fenomeno voluto e consaputo, ma essa è un umilissimo volgarissimo effetto di mancanza di memoria: un bimbo che dice ad es. piaciato per piaciuto scrivato per scritto oppure un bimbo od un adulto incolto che dicano ad es. corruto per corso non è che v o g 1 i ano creare una forma nuova né che sa pp i ano di fare ciò; essi non sono atti vi, subiscono passivamente il difetto della memoria; la loro volontà consiste solo nel richiamare una forma participiale; invece nello scaturire, dal tesoro della loro memoria, della forma nuova la loro volontà di esprimersi in un dato modo particolare o in un altro, non c'entra per un bel nulla. La ricreazione che ad ogni momento avviene del linguaggio mentre si parla consiste nel volere esprimere un concetto, non nell'usare la sua forma specifica grammaticale; che uno, per esprimere il concetto timici dica o amiki o amici per il senso della frase, per l ' espressione, è precisamente lo stesso: adoprerò in italiano l'una o l'altra di queste forme arnici o amiki secondo che dalla memoria l' una o l'altra mi venga suggerita: Re dico amici, vuol dire che io ò memoria della forma tradiz ionale; se dico amiki, vuol dire che q aesto ricordo nella mia memoria non c'è più, e che c'è nella mia memoria solo lo schema grammaticale sing. -o pl. -i. Nel dire amiki anziché amici io non ò fatto nulla di diverso di quando ò fonicamente espresso i concetti mui·i, vasi, biioni, alti ecc.: nell' esprimersi in una data forma grammaticale particolare, ripeto, la volontà non c'entra per un bel nulla! 7. - Perciò il famoso sillogismo del Tobler e dello Schuchardt cade miseramente; e ai due autentici luminari della (1) Aroh. Glott. I tal. ( Sez. Go id. ), vol. XX, p. 19 segg.; XXI, p. 76 segg. e 83; Silloge Asooliana, p. 617 segg.