24 ricchezza precisione e bellezza della espressione lessicale: campo in cui rientrano l'etimologia, l'onomasiologia e l'estetica applicata, della quale il Bertoni come ò pubblicamente rilevato (1) ci à dato eleganti pagine di ispira.to e caldo lirismo. 33 - In armonia ai concetti fondamentali che ànno guidato le indagini nella nostra scuola noi abbiamo sempre distinto tra creazioni e modificazioni linguistiche, e distinte queste in innovazioni e alterazioni e imitazioni. Le innovazioni sono (in fonetica, in grammatica, nel lessico) fatti di origine e natura spirituale, sorti per un rapporto diretto tra spirito ed espressione, coscienti, voluti; all'incontro le al terazioni sono le modificazioni ( in fonetica, in grammatica, nel lessico) di origine e natura organica, inconsapute o in qualche parte subcoscienti: sono cioè, in fonetica dipendenti da scarsa appercettività, inerzia inavvertita o subcosciente ( in tal caso senza contenuto spirituale) dell'apparato orale, della memoria; in grammatica e nel lessico, attribuibili a difetti di memoria o a misintelligenze. Oreazioni vere e proprie si ànno quasi esclusivamente nel periodo della formazione del linguaggio. Le imitazioni per se stesse - cioè senza por mente alla loro qualità od esattezza - sono fatti d'una categoria diversa dai precedenti: possono essere comprese tutte, non esclusa l' acquisizione della lingua materna, nella grande categoria delle acquisizioni culturali. Nei fatti imitativi, un particolare posto abbiamo detto spettare a quelli che abbiamo detto d'imitazione equivoca (2). Queste e le imitazioni inesatte appartengono ai fatti alterativi. 34. - DELLA TONALITÀ, ELEMENTO ESPRESSIVO NELLA LINGUA. -Abbiamo distinto la tonalità in stilistica, grammaticale e lessicale: campo d'osservazione sperimentale nostra, è stata in parte la parlata quotidiana, per altra parte abbiamo avuto lume da notizie sulle lingue d' indigeni del continente asiatico e dell'africano. Tali esperienze sulla lingua viva le abbiamo applicate alla intepretazione di condizioni dell'indoeuropeo primitivo, e le informazioni sulle lingue a tonalità le abbiamo applicate a ipotesi su fatti del preindoeuropeo ( §§ 45 segg. ). 35. - Se noi, dunque, r,onsideriamo una lingua qualunque in quello stato in quel momento in cui la riceve una generazione dalla generazione precedente e prescindiamo da scarsi risultati (1) ltal. Dial., vol. VII, p. 147. (2) Si veda per fatti fonologici del genere ad es, la Uittong. roni. ai luoghi indicati nel!' Indice.