11 16. - È, dicevo, importante fissare anche le ca use per cui nel parlare degli alloglossi si conservano tracce della fonetica indigena e perché queste tracce sono coerenti. Le desumiamo dall' esperiern-m ricordate. Esse sono queste: 1. che l'orecchio percepisce i suoni in modo approssimativo e sempre allo stesso modo; 2. che l'organo orale è talora ribelle ad una esatta riproduzione dei suoni, e che ciò vale per tutti i casi in cui un dato suono si trovi; 3 . che talora, pur avvertendo certi nostri difetti di pronunzia, per pigrizia non ci si emenda. 17. - E può servire solo come una riprova (1) che nella gran massa dei parlanti esistano le deficienze organiche accennate, il fatto che ci sono alcuni privilegiatissimi capaci di riprodurre diverse parlate in modo inappuntabile ( o almeno che alla nostra discutibile appercettività auditiva sembri tale): molti anziani tra noi ricorderanno ancora questa specialità del celebre attore drammatico Ermete Novelli. Meravigliosa è la appercettività uditiva del Maestro Toscanini, capace, si dice, di avvertire il calare di un semitono in uno fra cento istrumenti di un' orchestra. Appunto tali eccezioni, che a noi paion meravigliose, di acutezza auditiva, provano che nella gran massa questa facoltà è invece assai mediocre. Così è mediocre nella gran massa la cura dell'esattezza del linguaggio. 18. - Ora, come ò ben messo in luce, perché è nella questione essenziale, coloro che negano la coerenza spontanea delle leggi fonetiche e invece la fanno dipendere da livellamenti per <1 analogia fonetica » da un caso singolo di origine spirituale e volitiva, pensano che le alterazioni fonetiche delle lingue avvengano nella parlata degli adulti (2). È ben singolare che non s'avverta l'arbitrarietà di questa impostazione pratica del problema. È merito pertanto della nostra scuola ( e sebbene l'osservazione sia ovvia lo consideriamo per l'importanza della questione un merito singolare) di avere valutata tale arbitrarietà,, e di aver insistito a porre il momento delle crisi fonetiche delle lingue nella prima fanciullezza delle nuove genera- (1) Altrimenti, e non bene, giudica il fatto il VossLER; ritiene cioè il V. che la riproduzione esatta [ a quanto pare a noi!] di un dialetto sia un'abilità dello spirito. Ma, per quanto fosse uno << spirito magno» dei suoni, Beethoven in istato di sordità non avrebbe certo potuto riprodurre la voce di alcuno. Chi non à conosciuto compositori di musica stonati? O che la perfezione dell'organo del Corti è anch'essa una . abilità dello spirito? (2) Il VosSLER (Ideal. e Posit, p. 265 ), dice addirittura che per l'estetica dei suoni bisogna considerare i grandi poeti. Son proprio grandi poeti ( anche solo potenzialmente) per citare un esempio illustre, quelli di Charmey, dove per tre generazioni consecutive il Gauchat à ricordato affioranti gli stessi fenomeni?