Son lieto di ricordarmi che, in quei giorni solen­ ni ed agitati, l’ordine cittadino era splendidamente mantenuto dai pochi vecchi patriotti, vestiti da bor­ ghesi ed armati con l’armi austriache abbandonate per la strada. Portavan tutti, sul petto, larghi nastri tricolori. Quando vidi, per la prima volta, uno di questi protet­ tori della popolazione, un vecchio con capelli bianchi, gli domandai chi era lui. « Guardia nazionale'. » mi rispose alteramente. Bella è la parola nazionale. Con questo vocabolo Nazione, il fiero vecchio voleva dire certamente Italia. Festa al Municipio M’informarono che, al Municipio, avrà luogo la cerimonia della consegna della bandiera di città ita­ liana, a Trento redenta. Mi recai al Municipio in automobile. La strada era interamente ingombra della folla, pazza di entusiasmo. Attraversare questa moltitudi­ ne fitta, era un cammino di parecchi minuti. E durante questa traversata, i cittadini appassio­ nati seppellivano ogni passante con «Evviva! «as­ sordante. Quando mi trovai fra i tuoni di gioia, an­ ch’io, alzatomi nell’automobile e agitando il cappello, risposi a loro, ad altissima voce, con continuo «Ev­ viva ! » Non sia vergogna per me a dire che, dopo