Oli. Sig. Senatore De Lorenzo, Avuta or ora la Sua gradita, ni’ accingo subito a scriverLe ùn’ altra lunga lettera, incoraggiato dalle Sue parole indulgenti, come d’ un padre affettuoso, le quali m’ assicurano che 1’ altra mia, piena di ripe­ tizioni noiose, non era tanto seccante a Lei quanto temevo lo fosse. Le scrivo solo le mie sensazioni frammentarie, i miei episodi vari, quali le visioni fugaci che passano davanti agli occhi d' un bambino che guarda fisso e meravigliato in un caleidoscopio. Quanto alle nar­ razioni sistematiche di tutte le mie impressioni di questi giorni grandiosi che saranno eternamente ricordati, scritti con caratteri d’oro, nella storia gloriosa dell' Italia, voglio stenderle dopo il mio ri­ torno a Napoli, in un libro completo, in italiano e in giapponese, per pubblicarle in Italia e nel Giappone : la mia patria che m’ ha allevato e la mia seconda patria che mi fà vivere.