' ’ ■; y; w ''T * - W3 • ? '■ ■ ■ -■ 7 '"'• Adolfo Venturi ----------- ------------------------------------------------------- una famiglia d’artisti e di musici correggesi, va­ lente, finissimo disegnatore, ma stravagante, ben fornito, come altri della stessa famiglia, di un ramo di pazzia. Si raccontava che, volendo casti­ gar la moglie linguacciuta, afferratala fortemente per le braccia, la tenesse per qualche tempo esposta fuor della finestra. Fratello dell’Asioli era un musico valente, professore d’estetica all’Accademia, oratore forbito nelle annuali premiazioni degli alunni. E vi erano altri che è inutile no­ minare nel piccolo carro sconquassato della scuola che Ercole III aveva fondata, facendo mettere in un atrio, con un ampollosa iscrizione, cinto d’alloro, il cranio del Correggio, detto « il Pittor delle Grazie ». Al veder quel teschio incoronato ebbi la cu­ riosità di conoscerne la storia, e frugai nei car­ teggi tra la Corte estense e il governatore di Correggio, che, per ottemperare ai comandi di Sua Altezza Serenissima, aveva cercato, scavato, davanti al luogo ove fu la casa paterna dell’Allegri, e, non trovandovi resti mortali, aveva pen­ sato a disotterrare, di notte, nel cimitero, un teschio, messo poi con molti riti e onori nella nicchia della nuova Accademia. Così, col ma­ cabro simbolo si prepararono i giovani al Qua­ resimale accademico. Il teschio, per mio consi­ glio, tornò al Camposanto; ma prima che la - 20 -