Memorie gozio di libraio sotto il portico del Collegio, un vecchietto stanco : Alessandro Manzoni, che, ri­ chiesto di un motto per album da un giovane della famiglia ov’ebbe ospitalità, lasciò scritto : « vanitas vanitatis et omnia vanitas ». Per le onoranze muratoriane, vidi così i due grandi che allora amavo sopra tutti i moderni let­ terati. Con Giosuè Carducci ebbi più tardi dimesti­ chezza, ma a Modena lo incontrai solo quando veniva con lo Zanichelli per la stampa delle Odi barbate, e si tratteneva a una modesta locanda, detta la Mondatora, a bere il lambnisco di Sorbara, fornito dall’arciprete, abile a spacciar il suo vino. Un giorno il rubicondo sacerdote prese alloggio alla Mondatora, e chiese a tavola il vecchio lambnisco. Appena accostato il bicchiere alle labbra, si mise a far le più brutte smorfie come avesse trangugiato veleno. Corsero i came­ rieri e il padrone, ed egli chiese a gran voce una cassetta che aveva portato con sè, piena del suo lambnisco, che faceva assaggiare a locandieri e avventori, veramente inebbriati dal nettare dell’Arciprete, il quale, carico di commissioni per il suo vino, tornò alla cantina della canonica di Sorbara. Di quel vino prelibato versava Nicola Zani­ chelli ben più d’un bicchiere all’autore delle Odi 27