Memorie una particella, sia pur minima, sulle bilance : e così la mia lezióne fu troppo dura. Veramente anche più tardi non sono stato disposto mai a rubare qualche centigramme di verità, e talvolta sono stato crudo, tanto da sorprender me stesso d’ogni asprezza nemico. Gli studi sull’arte, a Modena, sarebbero stati bassi bassi se non avessi innalzato gli sguardi al genio che incoronò le idealità artistiche emiliane : Antonio Allegri, detto il Correggio. Gli studi emiliani intorno al « Pittor delle Grazie » erano nell'infanzia, pochi e malcerti i documenti, fan­ tastici i racconti della vita. Il rettore della « Sor­ bona » stampava che l’Allegri « morì povero sotto un sacco di quattrini », e un certo avvocato correggese, Quirino Bigi, si affannò a comporre rugiadose leggende sul maestro del Correggio, sull’opera giovanile del grande conterraneo, sullo Sposalizio di Santa Caterina, quadro che sarebbe stato dono di nozze alla Caterinuccia, sorella del pittore. Oh, che sermoni sull’amore fraterno! Certo lo squisito avvocato aveva conosciuto l’Allegri, forse per mezzo di qualche negromante, e ne aveva sentito traboccar il cuore di affetti. - 51 -