Memorie quantità delle pagine, tirava giù a campana dop­ pia, così da render necessario, come poi mi ac­ corsi, di collazionare i preziosi documenti pub­ blicati dal Campori prima di servirsene. Quel povero scriba ha seminato errori sopra errori, di date, di nomi, di tutto, che non aveva tempo di pensare, di studiare, di vincere gli ostacoli paleografici, volendo pure con i suoi sbarcare il lunario. Divoravo gli scritti del Campori, guardavo uno ad uno tutti i manoscritti della R. Biblioteca Estense, m’impadronivo dei materiali storico-ar­ tistici portati a Modena con la biblioteca so­ letti, ove vivevo intere giornate. Si aprì a Modena, parmi nel 1876, un’esposi­ zione dalla Società d’incoraggiamento per le Belle Arti, società che si riduceva a comprare qual­ che opericciola e a far una specie di tombola po­ polare per gli artisti. Erano assai vili le condi­ zioni dell’arte modenese, ma intanto era aperta una valvola di speranza, mercè le borse Poletti, che avevano portato a Roma Giovanni Muzzioli pittore e Giuseppe Gibellini scultore. Vi­ veva ancora, vanto e lustro dell’istituto di Belle Arti da lui diretto, Adeodato Malatesta; ma la - 17 2 — A. Venturi - Memorie.