MOX'I'ViNA tavia l’erosione, gli smottamenti del terreno, le valanghe, gli incendi so­ no pericolosi e costosi. È comunque importante attribuire un ruolo anche economico alla foresta se si vuole garantire la totalità delle sue funzioni. Altre risorse di energia, quali quel­ le solari ed eoliche, potranno avere una grande importanza per il futuro. Le zone di montagna possono am­ piamente contribuire a fornire, grazie alla loro situazione geografica, que­ ste energie rinnovabili. Le osservazioni svolte sin qui sem­ brano sufficienti a rispondere alla do­ manda: “perché una politica per la montagna?’’. Infatti, se per “politica" intendiamo la individuazione di obiet­ tivi e la scelta degli strumenti da uti­ lizzare per perseguirli, pare sufficien­ temente dimostrata la esigenza di una politica per la montagna che si ponga le finalità che emergono dal­ le considerazioni oggettive illustrate. Si può aggiungere che l’esigenza di una politica “prescinde"dal grado di marginalità, o se si vuole di “pover­ tà", del territorio montano. La mon­ tagna non è necessariamente pove­ ra, è ricca di una propria specificità che determina realtà e problemi di cui la comunità ai vari livelli deve far­ si carico. In altri termini, si può ricor­ dare che la montagna produce “be­ ni pubblici" nievanti non soltanto per potenzialità ambientali ma anche per l'impegno spesso inconsapevole dei suoi abitanti. Questi “benipubblici" sono utilizzati dalla comunità che di­ venta pertanto moralmente debitrice nei confronti della montagna. Una politica può saldare questo debito e non sempre necessariamente in ter­ mini monetari. Politiche per la montagna: nazionali, regionali, europee Nei Paesi europei l’attenzione na­ sentanti hanno fornito indicazioni, di zionale ai temi della montagna è as­ altrettanto grande interesse, sulle at­ sai diversificata e lo è stata in pas­ tività economiche e sulla struttura so­ sato in funzione di realtà e sensibili­ ciale del territorio montano. Si è avu­ tà diverse conseguenti alle situazio­ ta di fatto la sensazione che in quei ni politiche, all’incidenza dell’econo­ Paesi prevalga la cultura dell'am­ mia e della “cultura"della montagna biente e del territorio, probabilmen­ sull’insieme del Paese, alle struttu­ te anche a causa del popolamento re di governo e persino alla distanza generalmente minore delle zone delle zone montagnose dai centri montane. Tuttavia, nel già citato incontro di reali del potere. In questi ultimi anni sembra peral­ Bucarest, lo stesso Presidente della tro di cogliere un elemento in qual­ Romania lon lliescu, nel ricordare la che misura comune che determina cultura nazionale romena fortemen­ una generalizzata maggiore attenzio­ te legata alle condizioni naturali, ha ne verso la montagna. Si tratta del- definito la montagna e le foreste qua­ l'accresciuta consapevolezza che si li “rifugio del popolo"; nel delineare riscontra nella pubblica opinione ver­ i principi di una strategia nazionale so i temi della conservazione am­ di promozione dell’economia di mer­ bientale e che determina una nuova cato ha citato, nell’ambito di questa sensibilità dei pubblici poteri verso strategia, quali elementi essenziali, quelle zone, come quella montane, accanto al turismo, l’allevamento ed dove ancora esiste un ambiente da I boschi. Al di là di questa “nuova" sensi­ conservare. Questa particolare atten­ zione dei governi è emersa chiara­ bilità ambientale, molti Paesi europei mente anche in un colloquio relativa­ hanno svolto e svolgono una politi­ mente recente svoltosi in Slovacchia ca di promozione dello sviluppo del­ ed organizzato daH’Assemblea Par­ le zone montane, raramente in mo­ lamentare del Consiglio d’Europa sui do organico e multidisciplinare, più temi della montagna nei Paesi del spesso operando distintamente sui Centro e dell’Est europeo. In tale cir­ vari elementi componenti l’economia costanza i rappresentanti di quei della montagna. Accanto a Paesi per Paesi, in tema di montagna, hanno i quali il territorio montano giuoca un parlato molto di ambiente e di asset­ ruolo particolarmente importante, co­ to del territorio in chiave ambienta­ me la Svizzera, l’Austria, l’Italia, e le, illustrando anche interventi ed ini­ che hanno da tempo avviato politiche ziative di una certa originalità e non in favore del territorio e dell’econo­ privi di interesse, e assai meno di mia delle zone montane — politiche problemi socio-economici, con l’ec­ che hanno subito evoluzioni nel tem­ cezione della Romania i cui rappre- po nel tentativo di adeguarsi all’evo- VII luzione dei problemi — altri Stati, co­ me la Francia e la Spagna, più recen­ temente hanno avviato politiche or­ ganiche per la montagna. Qualcosa si muove anche nei pae­ si dell'Europa centrale ed orientale. In Slovacchia, ove la montagna oc­ cupa una parte considerevole del ter­ ritorio, accanto ai problemi di una agricoltura in trasformazione, si po­ ne il tema della riconversione dell’in­ dustria degli armamenti insediata prevalentemente in montagna. Emerge l’esigenza di formazione per creare nuovi mestieri nei settori del­ l’ambiente, dell’agriturismo, dei servizi. In Bulgaria un Dipartimento di po­ litica per la montagna presso il Mini­ stero dello Sviluppo e delle Costru­ zioni opera dal 1980 con una conce­ zione assai centralistica a fronte di problemi di sottosviluppo pesante. Un “Memoriale montagna "predi­ sposto dalle Collettività Locali della Montagna in Polonia è stato recen­ temente trasmesso al Parlamento ed alle autorità di governo. In questi Paesi la montagna costituisce attrat­ tiva importante per il turismo; tutta­ via la mancanza di insediamenti in­ dustriali nelle aree montane per ra­ gioni di conservazione ambientale rende scarsa l’offerta di impiego per i tre milioni di abitanti delle aree mon­ tane, le cui condizioni di vita sono una preoccupazione per il Governo. Il “Memoriale montagna", presenta­ to ai poteri centrali dalle Wojewodzkie montane, affronta i temi classici della problematica montana: la poli­ tica dello sport e del turismo, l’am­ biente, le infrastrutture, l'agricoltura e l’industria alimentare, la manuten­ zione degli edifici, la lotta alla disoc­ cupazione, la sanità e l’assistenza, la cooperazione internazionale e sovrafrontaliera. Difficile la situazione nella monta­ gna dell’ucraina, dove la recente in­ dipendenza ancora non ha affronta­ to nel suo insieme il problema delle popolazioni montane; si pensa ad uno statuto speciale, ma soprattutto a far tesoro dell’esperienza di altri Paesi, mentre è allo studio uno spe­ ciale Istituto per la formazione di spe­ cialisti. In questa sede non è possibile un’analisi delle politiche nazionali in­ dirizzate alla promozione delle zone montane nei Paesi europei, analisi peraltro recentemente svolta per i Paesi alpini da un gruppo di esperti svizzeri in occasione di un’inchiesta del Raggruppamento Svizzero per le regioni di montagna (SAB) sulle pro­ spettive socio-economiche della Convenzione Alpina e dei suoi prò-