CAPITOLO 2 Il Sistema educativo piemontese 0-6 anni La copertura di scuole non statali mostra forti differenze provinciali con quote che variano, nel 2019/20, dal 18,7% degli iscritti a Vercelli al 40,7% della provincia di Torino. Particolare il caso del capoluogo regionale nel quale, su oltre 19.000 iscritti complessivi, le scuole non statali ospitano due terzi dell’utenza (67%). Sono le scuole comunali a fornire un contributo fondamentale, ancorché in diminuzione: da sole accolgono 6.600 bambini corrispondente al 34,5% dell’utenza torinese. La quota di scuole non statali sta diminuendo poiché soffrono di un calo degli iscritti più accentuato rispetto alle scuole statali. Fig. 2.14 Scuola dell’infanzia: variazione % degli iscritti nel 2020/21 rispetto all’anno precedente e al quinquennio 0,0 -5,0 -10,0 -15,0 -20,0 -5,2 -6,2 -14,6 -7,8 -25,0 Variazione % 2020/21-2016/17 -21,5 Scuola dell'infanzia totale -8,2 -12,4 Statale Comune e altri enti pubblici -17,7 Variazione % 2020/21-2019/20 Enti privati laici/religiosi Fonte: Rilevazione Scolastica Regione Piemonte, elaborazioni IRES Nel quinquennio a fronte di un calo del 12,4% nelle scuole statali, si registra una diminuzione dell’utenza del 17,7% nelle scuole dipendenti da enti privati (laici o religiosi) e del 21,5% nelle scuole non statali dipendenti da enti pubblici, soprattutto comunali. Per queste ultime, proprio per il peso delle sezioni comunali del capoluogo, ha inciso - oltre al calo demografico - il passaggio di alcune sezioni dal sistema comunale a quello statale a seguito di due protocolli che la Città di Torino ha firmato nel 2012 e nel 2015 con la Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino e l’Ufficio Scolastico regionale per il Piemonte33. Le altre scuole che insieme alle comunali costituiscono la voce “altri enti pubblici” sono ex IPAB, ovvero, scuole dipendenti da istituti pubblici di assistenza e beneficenza riordinate con legge regionale 34. La Regione, da diversi anni, interviene per salvaguardare il servizio nei comuni dove vengono a cessare queste scuole instituendo punti di erogazione statale. Nell’ambito della “statizzazione” - che è una misura volta a mantenere il servizio e si applica, più in generale, alle scuole paritarie - si è intervenuti in diversi casi a seguito di cessazione del servizio da parte di IPAB e ex-IPAB. Si tratta di casi in cui tale scuola rappresentava l’unico servizio dell’infanzia nel comune. Se si dettaglia il calo delle iscrizioni nel settembre 2020 per tipo di gestione, si osserva come perdano più iscritti, in proporzione, le scuole dipendenti da enti privati, con -8,2%, rispetto alle scuole di altri enti pubblici e alle statali (fig. 2.14). Nel 2012 la Città di Torino ha firmato un protocollo di intesa con la Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, rinnovato nel 2015, per il passaggio entro l’A.S. 2020/21 di 59 sezioni dal sistema comunale a quello statale. Questo passaggio, assieme ad altri fattori quali il calo delle nascite, contribuisce a dar conto della forte diminuzione dal 2012/13 degli iscritti alle scuole comunali di Torino. 34 Per approfondimenti si veda la pagina dedicata al riordino delle IPAB sul sito della Regione Piemonte https://www.regione.piemonte.it/web/temi/diritti-politiche-sociali/politiche-sociali/ipab/riordino-delle-ipab. 33 35