Dalla democrazia al corporativismo 1. La democrazia secondo kelsen. Gli errori fondamentali della costruzione politica kelseniana, da noi sommariamente accennati nel precedente esame del Problema del parlamentarismo, son posti a fuoco e offerti ad un'agevole critica nell'altro saggio, che passiamo a discutere, La natura e il valore della democrazia (1). Gioverà tuttavia premetterne una rapida esposizione. L'idea di democrazia, dice il Kelsen, è la sintesi di due postulati supremi della ragion pratica: la libertà e l'uguaglianza, negativamente intese come « reazione » dell'individuo alla limitazione e coazione inerente allo stato sociale, e come « ripulsa » dell'altrui superiorità : reazione e ripulsa tanto più energiche, quanto più viva nell'individuo è la coscienza del proprio valore. Questa, negativa ed anarchica, la natura originaria ed integra dell'idea democratica; ma essa involge necessariamente un passaggio nell'ordine positivo e sociale — che è insieme un processo di menomazione e denaturazione empirica —, perchè l'uguaglianza (e, quindi, la libertà che la genera) sussiste solo se mantenuta e protetta in virtù del dominio o della società. In tale nuovo rapporto, l'idea di libertà passa a indicare una posizione determinata dell'individuo « entro » la società : la posizione costituita dalla coincidenza assoluta tra la volontà dello Stato e quella degl'individui (problema di Rousseau : democrazia diretta). Però una tale coincidenza, implicante l'unanimità dei voleri e risolventesi in essa, si può avere ed esigere solo al momento della stipulazione del contratto con cui si fonda lo Stato secondo il principio della libertà (conflitto insolubile tra l'idea di libertà individuale e quella di ordinamento sociale). Nell'ulteriore processo della vita dello Stato, la libertà di tutti deve di necessità limitarsi a quella del maggior numero, l'unanimità deve cedere il posto alla maggioranza : a una maggioranza quanto più estesa in un primo tempo, perchè sia minimo il numero dei soccombenti o non liberi (minoranza), e quanto più ristretta in un secondo tempo, perchè risulti più (1) Vom Wesen und Wert der Demokratie 2, Tübingen, Mohr, 1929, pp. 119. 1