IL MERCATO DEL LAVORO IN PIEMONTE NEL 2019 E NELLA PRIMA FASE DELL’EMERGENZA SANITARIA Fonte: Elaborazione ORML Piemonte su dati della Rilevazione sulle forze di lavoro ISTAT Crescono le divergenze tra le classi di età e i livelli di istruzione L’articolazione dell’analisi dei saldi inter-annuali delle forze di lavoro secondo le principali variabili socio-anagrafiche disponibili (Grafico 1) – tenendo sempre d’occhio i dati sulla popolazione – consente di cogliere delle rilevanti dinamiche sottostanti ai valori medi. Oltre alla già segnalata tendenza alla disattivazione degli uomini, emerge una contestuale contrazione degli occupati (-18.000) e dei disoccupati (-9.000) nelle coorti anagrafiche centrali (20-54 anni). Questa contrazione è da ricondurre principalmente alla diminuzione della popolazione residente nella stessa classe di età, calata in un solo anno di 29.000 unità, in ragione dell’invecchiamento e di saldi migratori non favorevoli. Per la stessa ragione risultano in aumento gli occupati maturi (+14.000 unità), sospinti dal progressivo innalzamento dell’età della pensione, mentre per i giovani fino ai 24 anni si è registrata, almeno nel 2019, una modesta tendenza alla crescita dell’occupazione. Positiva la dinamica dei lavoratori stranieri, che vedono calare i disoccupati (-7.000) e aumentare gli occupati (+3.000) Grafico 1 – Variazione assoluta degli occupati e dei disoccupati di 15 anni e oltre per caratteristiche socio-anagrafiche (x 1.000) – Piemonte – 2018-2019 -13 TO TALE -2 2 1 Donne -15 Uomini -3 -4 15-24 anni 25-54 anni -18 2 -9 1 55 e oltre Elementari e medie -9 -9 Qualifica e diploma 14 -4 10 Formaz. superiore -3 1 -5 -5 Italiani -7 Stranieri Disoccupati 3 Occu pati Fonte: Elaborazione IRES Piemonte su dati della Rilevazione sulle forze di lavoro ISTAT Un’altra informazione rilevante deriva dall’articolazione dell’analisi per livello di istruzione. Se la tendenza alla diminuzione delle forze di lavoro con licenza elementare e media appare fisiologica (d’altra parte, la popolazione con gli stessi titoli di studio è diminuita di 45.000 persone), merita attenzione la contrazione degli occupati con un titolo di formazione terziaria (3.000), pur a fronte del contenuto aumento della popolazione residente con le stesse caratteristiche: una variazione che sarebbe auspicabile non osservare al termine di un periodo di ripresa economica, seppure contenuta. Risultano invece in evoluzione positiva le forze di lavoro con una qualifica o un diploma, tra le quali alla contrazione dei disoccupati (-9.000) corrisponde un analogo aumento degli occupati (+10.000). 2