IL MERCATO DEL LAVORO IN PIEMONTE NEL 2019 E NELLA PRIMA FASE DELL’EMERGENZA SANITARIA del 2018. Anche l’utilizzo del contratto di apprendistato, che in prospettiva punta alla stabilità occupazionale, è cresciuto in maniera sostanziale di oltre 8 punti percentuali e ha riguardato più del 4% delle assunzioni registrate. I primi dati raccolti nel mese di marzo del 2020, per quanto parziali, indicano una migliore tenuta del lavoro permanente, almeno in termini relativi. A fronte di una contrazione complessiva degli avviamenti del 30% (da 55.000 a 39.000), i contratti a tempo indeterminato subordinato sono diminuiti molto meno (-12%), a conferma del fatto che le assunzioni a lungo termine, abitualmente preparate con diverse settimane di anticipo, non sono state messe in discussione nell’immediato. Lo stesso discorso non può essere applicato all’apprendistato, pure importante nel medio termine, ma evidentemente meno strategico, che ha fatto registrare una contrazione delle assunzioni allineata alla media generale (-30%). Al contrario, a marzo 2020 le assunzioni a tempo determinato risultano in più consistente riduzione (-35% in tutto), per il forte calo degli avviamenti con contratto a tempo determinato subordinato (da 25.000 a 14.500 circa, -41%), che tuttavia rappresentano ancora il 37% dei rapporti di lavoro avviati. Si tratta di un ulteriore ridimensionamento, dopo la contrazione registrata nel 2019 (-32%), che però lo scorso anno aveva avuto un carattere positivo grazie alla sostituzione operata dal lavoro a tempo indeterminato. La tendenza negativa del lavoro a termine è stata esacerbata all’inizio dell’emergenza pandemica dal drastico calo del lavoro intermittente (-62%) e dal crollo del lavoro autonomo nello spettacolo (-82%), quest’ultimo di fatto arrestato dalle misure di contenimento. Si tratta di dati ampiamente attesi, perché corrispondenti ai comportamenti di norma adottati delle imprese nelle fasi di crisi e coerenti con le misure di contenimento adottate nella seconda metà di marzo 2020. Un caso a parte, però, sembra essere rappresentato dal lavoro tramite agenzia (o somministrazione di lavoro), che vede scendere le assunzioni molto meno della media (-15%), pur essendo il contratto più facile da interrompere. Perché una dinamica di questo genere? Sebbene la somministrazione rappresenti il rapporto di lavoro più facile da sospendere, è anche il più rapido da attivare di fronte a cambiamenti improvvisi. Si tratta, in altri termini, di una modalità di lavoro flessibile molto reattiva ai cambiamenti del ciclo economico e, ad un’analisi attenta, anche in grado di anticiparne l’evoluzione. Per questa ragione, nel focus che segue a questo paragrafo, il lavoro tramite agenzia è oggetto di una specifica analisi. FOCUS – Il lavoro tramite agenzia come anticipatore delle tendenze occupazionali La somministrazione di lavoro o, più precisamente, il lavoro tramite agenzia4 costituisce la seconda tipologia di rapporto di lavoro più diffusa in Italia, in termini di avviamenti. Nel 2019 le assunzioni con contratto di somministrazione in Piemonte sono state oltre 4 Il lavoro tramite agenzia è un particolare tipo di rapporto in cui il lavoratore è formalmente assunto e retribuito da un’agenzia per il lavoro autorizzata (il “somministratore”), per essere poi inviato in “missione” a svolgere la propria attività presso un’azienda utilizzatrice, che intrattiene con l’agenzia per il lavoro una relazione di tipo commerciale. 21