PER S. PASCALE BAYLON. i35 concedimi le tue penne, perche fpiccato un volo mi rimetta nel nido; non fia Tempre Tortorella gemente priva dell’ amato compagno ; fammi fortunata Colomba-, iridivifa dal fuo diletto ; come pollò vivere lungi dal mio Gesta?egli è l’anima mia, non vi è altro mezzo, o vivere con lui, o per lui morire: non oflèrvi, che Clizia innamorata, non mi rivolgo,che al mio bel Sole? non degno d’ un folo fguardo oggetto , che non sa di Cielo,per non trafgredire quel precetto di Paolo: Qua furfum funt fapite . Se bramate da qua giù follevarmi ; pietà ; Signore , pietà; m’appigliai all’uffizio di Pallore, fu’l chi sà da quello m’addeftraffi, come Mosè alle fa-lite del tuo Orebo;fulla fpeme di veni Hi un Davide am-melfo alle confidenze del tuo cuore ; filila Fede di ritrovarti colla Spofa fui merigio della tua gloria , ma infelice di me , ne meno veggo, come l'uno letuefpal- le ; adagio più dell' altra lui Monte 1’ amarezze delle Mirre : quomodo, mi sfogo con Bernardo, dereliquifti, cnm formofns inficia tua. Rex Gloria in alta Calorum te recepift'ii col falciarmi in abbandono , tu godi in Cielo , ed Io fpafimo in un Inferno, Pietà , Signore, Pietà. Intenerita a tali affettuofe querele 1’ umiltà , diedegli il modo ad acchetare le lue impazienze. Pafcale, credo gli dicelle ; Se vuoi fin dove afpiri falire, Icendi‘fin dove non vorrefti , fprofondati in uno abiflò di abiezioni; così puoi afcendere al Paradifo. Le acque quanto più s’abbalfano nelle cadute , tanto più s’inalzano, e {piccano in alto i zampilli;e gli Alberi fe non s’in-folfano colle radici , non s'inalzano colle cime: fai bene a pubblicarti per uno fcelerato peccatore , per inutile operajo nella vigna di Sabbaoth ; che t’acculi ne’Capitoli,pe’l più delinquente , e pigli ne’ Refettori , come penitenze meritate de tuoi misfatti , pubbliche le frutte.. Non lafciare di nafconder la tua potenza in far de prodigi . Se dai la falute a quel difperato , dì che la propia fede gli valfe d’antidoto; fe aprendo col tuo ba- ttone