PER S. AGOSTINO. 2«<> sne il Giovane di Nairn, potelfe reitituirlo alla vedova , ed afflitta fua madre ; fe à rifufcitare un Lazzaro fepolto da’quattro giorni , vi vogliono lagrime turbazioni di fpirito, fremiti, grida della voce impe-riofa di Crifto , penzate quai modi fi tentarono, quali; vie fi tennero , per far nforgere un Agoftino , dà trenta anni infracidito nel fepolcro , fpolpato dallaj colpa, mucchio di putredini, bullicame di vermini , la di cui puzza fcandalofa dava nel nafo , e dei Cielo , e della terra? che forfi ballò l’affliggerlo coir» m ortali infermità ; fconfolarlo col la perdita de luoi più cari ; ammonirlo coile parenefi de più Santi ? fi ravveda Davide alle correzioni d’un folo Natanne,fi penta Ninive alle fole minacce d’un Giona ; più s’indura quella oftinata Babilonia ;i Pratici dei protofificoce-lefte veduto forfi già incurabile il malore a tanti applicati elififarmachi , l’abbandonarono , difperandone la falute . Curavimus Babylonem , & non eft fanata , de relinquamus eam, conchiulero nel collegiate : può dirli più? Il pianto continuo di Monica, potente a Ipie-trire ogni cuore di diafpro, come fpruzzaro in una_, fornace, accrefceagl’incendi del concupifcibile; come ftillato sù d’un acciajo infocato , più ne induriva la tempra : burlavafene, come foiiti cicalecci delle Donne, al fentirla trà finghiozzi fclamire , ah mio Ago-fimo ; non ti chiamo figlio , perche non mi tratti da Madre ; mi Ipoglio del titolo di Madre, perche così non ti vorrei per mio figlio : meglio era per me non partorirti, che partorirti per l’Inferno - foflfi fiata infeconda, e non feconda d’un moftro: Io "non averei un Tiranno, priva ftarebbe la terra d’una tal pelle , con minori nemici contrallarebbe il Cielo ; ah mio Agoftino, e fino a quando ? abbi pietà di me, abbi pietà di tè; fpecchiati in quelle acque, olfervaci le tue fparutezze , i tormenti di quello cuore , fi che una volta ti vegga rìdere di vero contento, per - O o che