'( PER IL SAGRO SCAPOLARE DI MARIA ; 193 dell’innocenza pavonegiavafì Palatino , degno da fac corteggio al fuo Rè, con in sù.de /palle la fehiavinas a della colpa,ne fuggì la prefenza. Buon per lui,che la mifericordia rivellino di lane ; quelle pelliccie furo-!ino i zibellini della ricuperata dignità ; ignudo 11 co-nobbe decaduto dall’Imperio del Sullunare, annoverato tra Bruti ; veftito, ne ripigliò lo fcettro, fentif- fì aferitto al ruolo de’ Numi. Ecce Adam qtia.fi units ex nobis facias eft ; nudus erat adeoque di dignitate principandi excludendus. Quando nam in Deum evafit ? cum , iodis fa alla curiofità Haimone, cum tunicas pelliceas fibi circumdedit . Acclama , acclama dunque, o Mondo redento, Principe l’Ordine Carmelitano,come l’unico fra tutti , adornato da Maria alla foggia divina . Ella con quello Scapolare proccurogli 1’ inveftitura di tutto il creato ; fello entrare a parte della Divinità . In Deum evafit, cum tunicas pelliceas circumdedit: tagliato all’ufo della di lui gala , cui fà fornimento quel ricamato elogio,Rè de’Rè , Signore de’ Dominanti , gii elementi io ricettarono, come infegna del difpotico -, temendo l’Inferno, come bandiera di guerra; adornllo il Cielo, come lanifìcio dell’Agnello ; gli cede la morte, cornea Labano di vittorie; il provò nella fola mano di Sant’Angiolo,come chiave dell’Angiolo Apo-califtico jdilferrandofi ad un fuo moto i Sepolcri. Virate Pallii fiui vita finii os, revocavit ad vitam. Fin dall’ età dì Elifeo fe gli inoltrarono ubbidienti le fiumane ; retrocedettero i Giordani al paffagio di più d’un Arca, ricoperta con quelle pelli : E chi sà , fe da quello Abitino domato il mare, non rifentiffi fotto lo cappe del mio Francefco, e di Raimondo ? Se noio isbaglio, giudicando quei manti delle Sarterie Carmelitane ? che gli fè il fuoco buttateglielo tante fiato in bocca ? ebbe a gloria bagiarne il lembo ; iliuftrarlo con luoi chiarori ; accendergli luminarie di gioja colle Bb fue