S3l PANEGIRICO TERZO voli:ftafièro di buon animo, ch’egli più felice di Davide , ove quelli ad abbattere un Filifteo, fi providde» dal torrente di cinque pietre, ei faria fiato provveduto dall’ Empirò per ifiramazzar quei tre Goliatti, di cento cinquanta fallì . E’ tanto volle narrare Domenico? Di tante imprefe ebbefi a pregiare? Sì ; coati ns fuit , fa le fcufe d’ un tal gloriarli, che fembra gonfiezza, il Gri-foftomo , coatfus fuit Vir Divinus bac narrare, nolens vanam gloriam hinc avcupari, fed ut illis animos adderet -, & non fpeclavit ad utilitatem e\us fed ad fidem, qun intrinfè-cus latebat : Il cotanto gloriarli di Domenico non fu impeto di elezione, fu impulfo di necelfità, da’fuoi vanti dipendeano i guadagni della Chielà : Quelli fanno 1’ altra Apologia al gloriarli Appoftolico di Domenico ,y? voluero gloriari} non ero infipiens. Ed oh Icon quanta ragione poflòno legitimarlo, le acquiftolle Domenico anime fenza numero, delle quali mezza, e più, perduta avea la fperanza ; Peccatori i piu reprobi , Feminaccie le più dillòlute , Eretici più accaniti nell’ odio ; e gli fe buono agurio la converliono cominciata da un Olle , che dovea vederli amata da_> più nemici. Non videro le làggene del Redentore, no le fciabiche de’Mifsionar j prede più copiofejad una fola pefca, con Rainiero lor Capolquadra , ne acchiappò centomila, ne pur lì ruppe la rete, di quanti in apprefi. fo vi entrarono , ni uno ne fcappò dalle maglie. E con che credete, che addefcolli ? che ftravaganza I colle lodi della fua carità praticata a pro di efsi 1 La lode propia che fufcita invidia negli Uditori, a Domenico con-' ciliogli amori; a lui riufcirono caiamite di cordiali at-trattive, quando a tutti riefcono ftimoli d’antipatie irreconciliabili , e mi figuro , che follerò le medefime , che fe Paolo all eccello del fuo amore ulato co’ Corinti . Sufimetis,fi quis in fervitutem vos redivit. Seguite al egri le yeftigu de’ Seudo-Appoftoli , che vi fenno fchiavi bollati di Satana,e non me,che voglio sferrar- vi