J i V 218 PANEGIRICO DECIMOQUARTO traxit inimicis . Mi manca il tempo , anzi mi manca l’animo d’accennare le battaglie, e le vittorie da Te-refa riportate de’ tre potenti nemici ; appena pollo avvalermi dell’invenzione di Pompejo,che per noru aver modo da rapprefentare al Popolo Romano lo fue gloriole gefta, l’efpofe in publicb dipinte in più quadri. Io con botte di celefte luce » colonico Terelà , dichiarata a lampi di Divine rivelazioni , a balenate d’ illulfrazioni Apocalifti^je , mettere in fuga le tenebre delle fue fcrupoiolè figure , fcompigliarco Satanno , che colle tenebre della confufione olfufcar la volea , a non diftingnere le vere ‘ apparizioni del fuo Gesù, dalle fue diaboliche illufioni, e vi ferivo , come per epigrafe colla penna d’Alberto. Spolia Diaboli dijeretio j'pìrituum per e xp crimentifm multarum tenta-tionitm-, da' folertiam obviandi tentatìonibus Diaboli . Affale!© un gruppo di tutte quelle fettuccie, di quei fiori che adornavano la giovinetta Terefa, lòpratutto, di quei libri d’armi, e d’amori, primi palfatempi di Terefa ; e glie le metto fotto à piedi ; ed in man 1’ ingemmata cadetta, in cui colle Omelie di Grifofto-mo, ed i libri della Città di Dio d'Agoftino, d’ordine Regio furono ripofti gli ferirti di Terelà , e vi inetto come per titolo co’I medefimo 'Alberto ; Spolia Mundi) fidentia Mundi afilli Mundi cum querimonia co^no-ficunt omnem fidentiam, fir virtutem in Ecjclefia confifiere . Dopo avere aggruppare le difcipline , le catene di ferro., i falci d’ortiche , e tutto il di più,che ufava Terelà per fcerticare , ftracciare , per annichilare il luo Corpo , ve la difegno affida in atto di ripetere, o patire, o morire; con da una parte la gloria rifiutata fenza demento; dall'altra l’Inferno defiderato fen-^za colpa ; e non pago di averci pollo per elpreffivo Spolia carnis, mortificatio carnis ; ’vi aggiongo ( fin qu£ non giugne l’ubbidienza de’Serafini; non s’impiega-rebbero i Minifterj,fe per un n|omeuto, ai dir di Ber-