'־< Sfi;. !׳hi 2 60 Differt Vili. Per la Sag.Tcolo¿. però un fuo particolar fenti mento , in pruova del quale niun documento di ecclefiaftica antichità egli portò, quando contra il medefimo molte betu fondate conghietture apportar fi potrebbono.E an• ticamente, e oggi giorno ancora colla finaca atu coftumato di celebrare i !Maroniti del Monte Liba-no , i Neftoriani 5 i Giacobiri, i Goffi ,gl’ Indiani, cd i Criftiani dell Ifola di Zocotora fuori l’Arabi-co feno ; Colla greca i Greci, ed i Melchi» ; Colla latina gli Occidentali tutti. Quelle tre lingue fi io-no ancor Tempre confervate per i’ecclefialìichefun• 210ni ; e perche conveniva, che elle tempre le me-delfine fodero , nè ft-adero a mutazione foggette, ficcome i vulgari, ed ufuah idiomi foggetti fono; e perche elfendo fiate elle dagli Appofioli adope- rate , in venerazione di quelli , che primamente nella Ch efa le introdulfero, convenevol cofa era, che lempre nella Clfiefa fi confervalfcro. Non ne-ghiamo però , che in que’ tempi quei tre linguaggi vulgari follerò , e comuni ; ma non per quello pre-tendere ancora fi debbe , che anche in oggi la no-lira vulgare , e comune favella nel fagro minifterio adoperare fi debbia. Imperciocché le bene in alcu-ni paefi que’tre linguaggi comuni fodero in quei tempi , in altri non però erano elleri , e pellegrini. 11 latino idioma, del quale tutto l’Occidente nel fa-grò altare fervir doveafi ,a’ Franchi, a Germani, a’ Polacchi, e forfè ancora a molti Paefi dell’Africa ignoto era ; e pure non fuvi allora chi loro oppo-neife , eh’ elfi malamente faceartoa fervirfi di um linguaggio, che dal Popolo non s’intendeva. Il me-defimo può anche dirli, e del firiaco , e del greco rifpetto a quéi molti paefi dell Oriente 3 in cui elfi co-