della bontà? chepür’anche degnate con-tinuarmi, comeche purtroppo loda Voi difiante col corpo fia, quando per al-tro in ogni ora vi fon da predo, e col penfiere , che le virtù vofire mai di *contemplar non fi fazia, e coll’affètto, ^che mai pago non rendefi di adorarle. }Oltre à che le ragioni, che Voi su que-fi? Diflèrtazioni avete, fon così forti, che ficcarne per giuftizia obbligan me ad ofFerirvele come voftre, così an- cora per giuftizia par che vi portino a non rifiutarle come aliene, ma a gra-dirle ben sì come propie . Certiffimo dunque della benigniffima accettazione voftra , refto qui in fine pregandovi, Principe ErnìjientiJJìmo, perche in prò-teggendo quanto gradir degnerete , dia-te pur’anche a me nuovo incitamento da poter’ in ognitempo darvi replicate teftimonianze della Fedeltà , che vi profeifa il mio fiato, dell’ ubbidienza che vi ¿ebbe il mio obbligo, e della paf-