4 6 Differt.II. Per la Stoña al bagno, ericevefíero da Fedeli qualche pietofo¡ fovvenimento; ed a quei Giudici ,chea talfuoor-dinaméto contravvenuti fodero, la pena di 30. libre di oro intimò . Ritrovafi queft’Editto nei Tcodo• iiano Codice ligidrato, nella l.q.de Cufio di is Reoru׳, come altresì quello di Coftantino nella l.1 .de Feriisi leggèdofi ancorivi altre leggi del tenore medefimo, come la l.omnes dies,e la l.ulr. doveordinato viene; Dominicum dietn ita femper honorabilem decernimus , ac venerandum , ut à cunffis executionibus excufe-tur. In Valentiniano, eTeodofio Imperadori fu ancora inverfo la farstitàdelle Fefte ,efingolarmen-tedi quella della Domenica, un pari zelo di Rei¡-gione, e di pierà ; come feorgefi dalla lor Leggo ; Sacros quoque Pafcbx dies , qui fepteno numero vel prneedunt, vel fequuntur׳, dies etiam Natalis, atque Epiphaniarum Cbrifti , & quo tempore commemoratio Apoftobiere Paffionis totius Ghriftianitatts Magiftra d cunffis jure celebratur ( iri quibus, & jamprœdiffis fanffifsimis diebus , neque fpeffaculotum copiam re-feramus ) in eadem obfervatione numeramus. Et dies Solis , quos Dominicos reffe dixere majores , qui re-petito in fe calculo revolvuntur : in quibus neccjfe eft' parem b ab er e reverentiam.Carlo Magno ne’fuoi Ca-pitolari inferì purenn capitolo de Mercatis , nel quale comandò, che quelli in diebus Dominicis nom agantur ,fed in diebus, quibus hom ines ad opus Do-minorum fuorum debent operari. Torniamo ora dalle Civili all’EccIefiafticho Leggi. Fu da quede inoltre proibito , che nel gior-no di Domenica digiunar lì porelTe . Fin da’ tempi di S.Ignazio Martire , come egli feri He nella fua pi-.dola a Filippefi, fecefi un tal divieto nella Chiefa • Si