'170 Differt VL Per gli Sag.Can' dinari ad titulum Seminarii, nifi ob caufiam infer• *uiendi beneficio, quod forfan effet Seminario \unttum . Dalla quale dichiarazione ben’ a conofcer fi viene», quanto di quefta legge fiata fofie zelante la Chiefaj per mantenerla nel fuo antico fplendore, non per* mettendone a chicchefia il traviamento. Ciò fuppofto, ricercai! ora da noi nel primo luogo; An Presbyteri, qui modo ordinantur non affi• xi alieni certa Ecclefia , e/eludantur Se(¡. 23. de Re• Che è quanto dire ,fe mai eghavve-iiiiTe, che da alcun Vefcovo, fenza la fuddetta incor־ porazione ad una certae particolare Chiela, ad ua> qualche ordine alcun’ uomo fi promovefic , ciò dir fi debbia avvenuto contra non fidamente l’antica difciplina della Chiefa, ma eziandio contra la mea• ìe del noftro generai Concilio efprefia nel luogo te-fiè accennato ? Intendiam non però Tempre , chea» fenza la particolare, e neceflaria difpenfa del Ro-mano Pontefice egli fi faccia; perche effóndo nel Pa-pa la fuprema podeftà di difpenfare, anzi ancor di mutare, fe alle circoftanze de’tempi, allecondizio-ni d^’luoghi, alle qualità delle perfone fia per giu-¿icario opportunotutto ciò> che rifguarda la difii-piina, non à dubbio, che in quefia maniera fola quanto non conforme alla difpofizione de’fagri Ca- noni farà maiperefler fatto י per lecitamente fatto fi abbia a dire . In altri non però non eflendo una tal poiTanza , quindi è ,che fe mai da eflbloro uomo a fagri Ordini fi promuova ,fenzacche quefti ad al-cuna certa Chiefa incorporato fia, tutto ciò effi »He-chámente facciano, c contro alla difpofizione non fojamente di tanti Concili, che pur’ ora da noi fona fiati addotti, ma eziandio del nofiro Concilio di Tren»