Sopra il Cone, di Trento . 18! fole non fi rendon paghi, male Commendariziej inoltre ricercano. E fe bene in alcuni Concilj nao-derni Provinciali fembta , che quella differenza tra le Commendatizie, e le Teflimoniah lettere non fi faccia , onde per avventura an motivo prefo alcuni anche moderni Scrittori d’intenderle per una cofa_» jnedefima; gli antichi Concilj non però efpreiTamé-te delle Commendatizie parlano; e che quelle altra cofa (opra le Teftimoniali importino, quando ogni altra teftimonianza mancaife , lo ftelfo lor nomo baflevol farebbe per rendercene perfuafi .Oltre a che il parlare ancora degli antichi Padri, quando delle Commendatizie fan menzione , dimoflra che nom erano effe nude atreflazioni deli’ altrui vita, ma eziandio raccomandazioni dell’ altrui perfone. Il Concilio Calcedonefe nel trcdicefimo de’ fuoi Canoni י che è rapportato nel cap. ex trineo del-Ia 71.dift1nzione, delle Commendatizie chiara-mente favella . Extraneo Clerico, ¿ץ Lettori extra Ditecefim fiuam fine commendatitiis literis proprii Epifeopi nufquampenitus liceat miniflrare. Dallo quali parole non fiachi inferir profuma, che a tutti gli altri Miniflri della Chiefa, dc’Cherici, e de’Let-tori in fuori, i quali fojamente nel canone compre-fi fono , fenza le commendatizie lettere folfe anti-camente permeffa la cclebrazion de’ mifterj a’ loro » • Ordini corrifpondenti. Imperciocché da molti ac-cufato viene Graziano in quello canone , per avet' egli letto Clerico,¿?Lettori,in vece di Clerico ignoto', quädo nel greco tetto leggeafi,ficcome in fatti Zo-nara leife, , cioè ignotos, no già ¿»׳«?»«'!;*r, cioè Lcttores . Altri non però .maggior mitezza inverfo di Graziano ufando,aflcxifcono, ciferfi fatta da,’-