I Sopra il Cone, di Trento ? 17! Trento, dal quale fenza alcun dubbio gli Ordinati cfclufi fono • E per vero dire il titolo del Patrimo-nio,che per avventura apportar fi potrebbe per fica-gionare ordinazioni sì fatte, nulla certamente ri-Hevaindifefadelle medefime ;perche ricercandoli fempre dal Concilio o la neceflìtà, o 1’utilità della Chiefa, alla quale l’ordinato aferiver fi deve,anche a titolo di Patrimonio ordinandofi, fallì che nom» per quello che alcuno a titolo di Patrimonio fi or-dini, non debbia egli al fervigio di certa, e dctcrmi-nata Chiefa nella fua ordinazione dichiararfi ob-bligato. Il perche Io non faprci con qual fondamento aveife potuto dire il Garzia da noi teile laudato, ef-fere a’noftri giorni andata oramai una tanto necef-faria, e ne’ trafandati tempi ofíervata legge, in dif-fufo. tamen adficriptto alicui Ecclefix non vide-tur obfervari tnec eJJe in ufu ,ut videmus. Quando egli íleífo » oltre alla fuddetta, un’altra dichiara-zione apporta della S.Congregazion del Concilio , appunto fovra il capitolo fedicefimo,di cui noi fac-ctam parola, la quaie intende , che nel tempo dell* ordinazione il fuddetto incorporamento fi abbia a fare, e proibifee eziandio, che in altro tempo fare fi polfa, le egli mai addivenifie, che nel tempo dell* ordina7iione non fofle fatto. Hoc fiat in ipfa promo-tione , nampoßeafieri non pot eß ; ordinatus enim ad titulutm Vatrimotiii, & nulli Ecclcfiœ tempore ordì-natiomis adfcnptus, non poteß amplius adfiribi. Sup-pone !dunque la Congregazione l’incorporamento, di cui favelliamo, non eifere altrimenti andato iit» diííufó; e folamente dice, che quando colle necefia-rie di fpenfe del Romano Pontefice nel tempo dell’ Y ג oidi-