178 Differt VI, Per gli S ag,Can. Pellegrino alla celebrazione delle divine cofe,m3 che pur’anche le Dimiflorie fi ricercaiTero. Inoltre fe ben in que’tempi anche i fecolari Principi fo-miglianti lettere concedeffero ,quelle nonperò ne-ccííarie non erano per quel fine , di cui noi ragia-niamo.Eran più tollo quelle lettere de’Principi nelle perfone degli Ecclefiallici come certe permif-fioni dellalor partenza ,ovvero come anellazioni della lor fedeltà, ond’ eglino pofeia nel lor viaggio non poteffero in fofpetto venire di tradimento, o di fuga. E in fatti nell’Inghilterra, per non dare oc-calìone colle tante pellegrinazioni ad ammutina-menti, e tradigioni, fu quella legge eziandio pra-tirata . E ne’noftri tempi appellanli Paflàporti ,de* & quali dev’ efler munito chi viaggia per quel che ri-w lguarda il politico de’Principi, non già per quello, che Ipetra al fagro degli Ecclefiallici. Oltre nondi• meno all’accennate DimiiTorie, e Commendati-zie, anche in oggi, fe il Vefcovo Diocefano del Luogo,ove occorrefie a’detti Cherici Pellegrini di fare arrivo , ordinaffe, che fenza il fuo ricono-feimento le loro lettere non fi ammetteftèro, in tal cafo fenza licenza del Vefcovo Diocefano non do• vranno certamente efier’ efsi ammcfsi a celebrare. E quell’ordine del Vefcovo Diocefano non folamcn-te ragionevole, ma farebbe eziandio neceffario ; perche non così di leggieri può luogo avere l’in-ganno in falfificando le lettere del Diocefano, lo quali da’ fuoi Sudditi fenza dubbio fon conofciuto, come occorrer potrebbe in falfificando quelle del propio Ordinario , di cui alle volte nè il figillo fi conofee da coloro, che delle lor Diocefi non fono, e tal volta nè pure il nome . E in fatti quella laude- vole