i o Differ t.l. Per la S tori a tutto quello fu recifo, reftando appunto come uno fcapulario la Pianeta , che in oggi tra noi fi ado-pra. Tutto ciò eifere fiato introdotto dall ufo, af-ferifce il Cardinal Bona , non ritrovandoli decreto, o di Concilio, o di Papa, di forta alcuna, o che il comandi ,ocheil permetta. Edaquì egli medefi-ino fa ancor derivare 1' ufo , che pur'oggi abbiamo, di alzare 1’ efiremità di dietro della Pianeta, quan-do dal Sacerdote la fagra elevazione del Corpo, o del Sangue del Signore nella Meifa vien fatra ; per-che allora colla fua lunghezza , e larghezza , fe dal Minifiro non fi teneva in alto fofpefa, paffava peri-colo , che coll’jnginocchiarfi il Sacerdote , fi ravvi-luppafiein qualchefuo piede, ondeveniife pofcia a dare nel fuolo . Diceva!¡ perciò Pianeta dalia pa-rola greca' 7r\àv>1s} quod circum errans totum ambiat corpus ; e ancor Ca/ula ;cioè, allofcrivere d’ Ifido-XO, quod totum hominem tegat, qtiafiminor Cafa. £ qui batte il piatite, che con tanto ardore an finora fatto i fagri Spofirori,per render chiaro qual foife quella Penula , di cui S. Paolo a Timoteo feri-vendo , nel cap.4. della fita Pifióla, fe parola . Po-nulam , quam reliqui Troade apud Carpum, veniens affer tecum ■, (p• hbros , maxime autem membranas. Checche fia del fentiméto del Card.Baronio,il qual pensò, che quella Penula di S. Paolo un volumej foife della Legge, in alcune membrane fcritta, che «!fendo lunghe,come in un picciolo fardellino , alP ebraico ufo fi rivolgevano ; la quale Spofizione, no dee al mio avvifo , alcun luogo avere , perche par-lando ivi pure di libri , e di membrane l’Apporto-1° > a che inutilmente quelle parole aggiugnerej , quando col nome di Penula il medefimo lignificar po-