inêcofe nate nel vofiro fuolo,e prodotte da perfonae per fervigio, e per obbligazione, e per dipendenza tutta vofira, per dover di giuftizia,non che per ragione fola di grati- S tudine,debbon ancor’efse chiamar fi vofire. Èlungo tratto d’uopo e’ mi fora , fe a uto ridir voiefsi i benifizj,che Voi con ignità tutta eroica, e tutta vofira, in i tempo, ed in qualunque occafione, che ne premeva a me il bifogno, mi difton-defíe¿ onde io tanto men riconofco alla voftra magnanimità obbligato, che ficco-me non ò parole per efprimerne il debito, così mai non pòtrò aver forze da foddis-farlo.Mi fi. permetta non però nel filenzio degli altri rammentarealmen quello , che ficcome tra gli altri efierdebbe il più fin-polare nella mia fiima, altresì nella mia memoria è dovere che fia il più diftinto. Voi, benigniamo Signore, effendo fiato il mio Preconizatore nell’ampi filmo Con-cifloro, nel venir’io promofibal fervigio di quelle mieChiefe, fofie ancora il pri-mo mio Padre nella nuova nafcita, che io