Sopra il Conc. di Trento . 2 ךס num.4■» «<*Ä*c *» wdtrintonio degit ,ac hieris dat eperam , tarnet fl unius fit uxoris vir , nequaquam ta ■ wen ad Diaconi, Presbyteri, Eptfeopi, aut Hypodraco-ni ordinem admittit Lcclefiafifiedeam dumtaxat, qui ab unius uxoris consuetudinefife continuerit, aut ea. fit orbatus . Quod inillis locis precipuefit , ubi Ec-tleflaftici Canones accurate fervantur. Vera cofa è, che nel Concilio Ancirano,il qua-le poco primadel Concilio di Neocefarea fuddetto fu celebrato, al can.9.fu ordinato ; Diaconi quicum-que ordinantur, fi in ipfa ordinatione prote flati fiunt, & dixerint, velle fie conjugio copulari, quia fio manere non psjfunt : Hi fitpoftmodum uxores duxerint,, in mi-nifi er 10 maneantpropter ec, quod eis Epificopus licen-tiam dederit. Quicumqac fané tacuerint, fufeepe-rint manus impofitionem , profeffi continentiam, & pofteœ nuptus obligati fiunt, 'aminifterio cejfiare de-M«»f.Quefta non però, oltre all,'effere ftatauna. eccezione , la quale anzi che la generale regola di-ftrugga, più predo la ftabilifce, e la rafferma, fu an-cor' effa fatta a tempo r ed a cagione della penuria de' Miniftri, per la quale in que’ tempi le Chiefo dell’Oriente pativan molta. Oltre a che da quello canone fai fi raccoglie^che la legge del Celibato ne’ Cheriei divina non fia , la quale fofamente è quella״ che difpenfa non■ ammette , nè da altra ecelefiaftica legge può eccezione ricevere . Il che noi־ volentieri-il confèftìamo, ficcome ancor più fopra baftevol-mente fpiegati ci fiamo .. Ma non pruovafi non_> però da effo ,che la legge ecelefiaftica del Celibato in que’ tempi non foffe; altrimenti a cheeccettuar-ne alcuni,, fe non era per tutti inabilita la legge ? A che difpenfarne il: particolare di alcuni cafr, fe la kg- n <>