fuá fortunale la fuáftella? tutta ínfleme benefica, e tutta giufía^concioífiacchepur troppo vero fia, che la benificenza che in-verfodi alcun letterato uomo fi pratica , a tutti gli uomini di lettere comune fi ab-bia, onorandoli in uno il pregio , che lie-come non è diluitolo, cosi ne pur foladi lui è la laude, con cui vienigli diftinto sì in riguardo della vulgare,e dozzinale gen-te, ma vien non però ad altri, che il mede-fimo merito anno , común renduto־ Efe bene l’utilità, che fen ritragge,fembra che di lui folo fíngolare fia , ond egli gode a vantaggiofi effètti di chi con generofita di animo, e con liberalità di mano il benefi-ca ; non può non però negarli, che ad altri pali! pur’anche la gloria, che da quei fuo medefimo utile rifulta,principale in lui sì, ma non propia di elfo folo, fiche altri an-cora non le n’abbia a riputare onorato* Ond’è che Voi in henificando tante degne, e letterate perfone, ficcome in tutti gli Stati, per cui con fomma gloria voftra pai־• iato fíete,avete ornai inoltrato di farlo, non ' ־׳־־ ־ che