Sopra il Cone, di Trento . ! ך ך fimo , ed alle volte il nome di une 1’ an dato ad altre. Così nella Sinodo Cartaginefe le Commcn-datizìe chiatnanfi DimiiTorie al can. 26. Epificopi trans wäre nonperegrtnentur, nificum Decreto pri-ma Ccctbedr a proprii untufeujufque Regionis Epìfcopi^ hoc e fi , nifi ab ipf'o Primate acceperint eam , qua di-cttur DtmiJJoria formata. Nel Concilio Milevitano II.alean. 2. Le Commendatizie ancora chiatnanfi affoluramenteFormate •,Placuit, ut quicumque Cle-ricus propter necefisitatcm fuam alicubi ad Comitatum ire •voluerit, formatam ab Epifcopo fuo accipiat. Ben* è vero, che in quello luogo Io non faprei, l'eia For-mata lignifichi Dimiilòr!a,o pur Commendatizia ; perche alle volte la DimilTona era l’atteftazione dei Veìcovo di aver dato ad alcuno quell’ Ordine , eh* egli attcllavada quale anellazione in oggi Bollad¡ Ordine da noi vien nominata . Ed in tállenlo non !blamentedalla DimiiToria di l'opra !piegata, ma eziandio dalla Commendatizia diverfa era .11 per-che fcriiFc Ballamone fopra il is.Canone di quelli, che fono agli Appolloli attribuiti ; Nota ,quod non folum Commendatiti¡; literis Clerico opus efi volenti in aliena Dicecefi agere, ¿r qua fiunt Clerici exercere•, fed etiam Dimijfonis Utens Epificopi , qui eum fecit Clericum ; nifi enim hufifmodi literas oftendat, pro-hibetur ab operatione . E fopra il canone 108. dell* accennata Sinodo Cartaginefe il mcdclìmo diflo ; Nota, quod qui fine Commendatitiis , (fi Dtmi/foriis literis in altena regione facrificant, erunt exeommu-nicati , idefl prohibebuntur celebrare. Ond’al quifiro in rifpondendo,noi primamente vogliamo, che negl! antichi tempi non baftalfero le fole Commendatizie per ammettere il Cherico Pardi. Z Pel-