Sopra ilConc. di Trento . 129 ' noftre adunanze non poterli altro trovare,qu'am pu-perfiitionem pravam, & immodicam . Oltre a che per quello, che 1 coturni, e la vita de’ Criftiani rifguar-dava, fcriis’egli nella decima delle fue Pillole in-genuamentea Trajano; Seque Sacramento non infice-Lus aliquod, obfiringere , fied ne furta , ne latrocinia , ne adulteria committerent, ne fidem fallerent , ne de-pofitum appellati denegarent. Quindi lì vede la dif-ferenza tra coloro, che di noi parlavan per fama , e quelli, che ne dilcorrevan con verità; imperciocché i primi fermandoli ne’ rapporti della calunnia , per aver motivo di derider le noftre cofe, o d’infamar-le, (come in fatti fece Frontone, che l’Infanticidio, chedi noi pubblicava!!, rapprefentò nel Teatro) tutto credevano, e tutto propalavano, che flato folfe in diferedito de la noftra Legge, e folTe ridon-dato in infamia de la noftra vitad fecondi non però, perche per via di giudizio י e di efame cercavandi renderfene confapevoli, fe non arrivavano afeo- • Vrire quello, che da’Criftiani fi faceva, perche que-fio non era convenevole, che da lor fi fapeffe, arri-vavano almeno 3 conofcere la fallita di quello , che contra i Criftiani li pubblicava ; che tanto appunto ballava per accertarli della fantità de’ lor coflumi, fenza che pretendelfer più oltre di penetrare la pro-fondita de’lor Mifterj. Com’infatti fi vede nelle rifpofte di Ottavio Criftiano alle calunnie di Cecilio Gentile , appreflo Minuzio Felice; lllum }am velim convenire, quo ini-tiari nos dicit, aut credit de cade infantis , fan-guiñe. Putas fieri pofife , ut-tarn molle tam parvulum corpus fata vulnerum capiat ? U/ quifiquam illum ru-dem fianguinem novelli, & vixdum hominis cadat, Par.ll. R /»»־