Sopra il Cono. di T*rento . 1 ך ך fava » dovendo effer’ ella nella folenne mefla ricevu-ta , la quale nel fola altare chiamaro SaattaSa»-ftorum dovea eiTere celebrata . Non à dubbio , che gli altri altari dedinati follerò all’ufo del fagrifizio, perche S- Gregorio nell’accennato luogo aperta-mente parla delle reliquie , che in ellì doveanli col-locare . Nella Bafilica eziandio di S. Pietro in Ko-ma più altari fi ritrovavano , e tutti fatti erano, co-me rapporta Valfrido al cap.4., perche in effi il di-vin fagrifiziofi offertile. E del Vefcovo Acca rap-porta Beda nel lib.s.della fua Storia, al cap. a ז., che molti altri, eziandio all’ ufo del fagrifizio defti-nati, in un tempio ne collocali¿ . Anticamente-» egli è certo , che un folo altare in ciafeuna Chie-fa folle , ficcarne pofeia in appreffo tra’ Greci fu Tempre continuato , ed aneli in oggi fi offerva. La cagione del novero crefciuto, e degli altari, o de’ Sacerdoti nella latina Chiefa fu , perche in pri-ma tutt’ i fedeli ad unamedefima mella interveni-vano , ed in quella eziandio fi comunicavano ; pò-feia fu lafciato da molti il comunicarli , e quelli nó dovendoli nella folenne niella comunicare, faceanfi in altri altari , e da altri Sacerdoti privatamente la mella celebrare. Ond’è, che tutti coloro , i quali comunicar non doveanfi , alle private meli¿ inter-venivano,quelli nó pet o,che dovean l’eucariftico ci-bo prendere, dovean’eziandio alla folenne mella intervenire. In qua! tempo queda coftuma di cele-brarfi in altri altari, e da altri Sacerdoti quede pri-vate mede cominciamento avelie,non fi può di leg-gicri determinare. Lo dello Cardinal Bona nella fua erudita Opera Rerum Liturgicarum al lih. 1.nel cap. 14. al num.4׳ l’à per malagevole a diffinitio. Qu? tem-