10 L'ILLUSTRAZIONE DELLA GUERRA e LA STAMPA SPORTIVA La guerra europea. i ¡emito. Nelle trincee frantesi in attesa di attaccare (Kot. Strazza - lastre Cappelli). ¡ irlo con multe e sottrazioni che svelano l'animo giusto e crudele dei nuovi dominatori. Tempo addietro, si parlò del giovane belga rriso come spia per avere denunziato Miss Cavel; Ioniamente, è stato trovato, misteriosamente iso, anche un altro giovane, un preteso gior-• ;ista belga, che era al soldo della polizia tedesca, . [uale, grazie alle sue indicazioni, aveva ope-> centinaia di arresti. Il governatore tedesco, seguito a quest'altra uccisione, impose a Bru-v'Ies una nuova multa di mezzo milione. • co una vita spentasi per mano della giustizia ■ ììicatrice e che frutta una bella somma a chi ! va il sacco... nelle sue azioni basse e vili. La kultur germanica dà dei bei frutti. Per la guerra aerea. I Le ultime notizie sulla preparazione delle po-.26 dell'Intesa per quanto riguardano le flotte uno che alla riorganizzazione delle forze aeroiche dell'Inghilterra e della Francia collabo-il famoso scienziato russo Riabouscinski, uno oi più noti studiosi di aerodinamica del mondo, sottosegretario »1 Ministero della guerra Ten-lia dichiarato alla Camera dei Comuni che 'ugliilterra possiede già aeroplani più potenti Fokker e che il Governo intende aumentarne numero al più presto possibile. Con una di •te formidabili macchine volanti un aviatore jse assalì nel gennaio da solo tre monoplani "il - improvvisameute. L'aviatore che si librava <<00 metri dal suolo, discese con un gran balzo h i al livello delle macchine nemiche ed aprì il : 'co contro una di esse, mentre l'altra gli sfug-innalzaiidosi rapidamente. Pochi minuti dopo fokker, crivellato di colpi, fuggiva verso le e tedesche ; e l'aviatore, innalzandosi sino a »0 metri, raggiungeva il secondo Fokker e lo •«-guiva costringendolo ad una discesa preci-usa che finì disastrosamente nella sottostante 1 nura, In quella comparve il terzo aeroplano l»sco, tipo Albatros,che fu facilmente messo in »ita. Questa superiorità dell'elemento inglese avia-110 dimostra come proceda la preparazione tra l'ott-nze dell' Intesa e risponde a quei pochi "bbiosi i quali nella timidezza del proprio animo "i vogliono ammettere che la superiorità della ' ' mania consisteva sinora nella premeditazione questa potenza nel voler assalire le altre. Ed tutto questo che ci lascia fiduciosi nella vit r'a finale. Le profetesse. Madame de Tliebes ha una concorrente nella "tessa Aurelia, la verificazione delle cui profezie ca la morte dello Scia di Persia e del deputato icida Syveton fecero al loro tempo clamore. Costei, narra la Tribuna, ha formulate le proprie divinazioni pel 1916 ed ecco, nel suo strano linguaggio mi-V stico trascendentale, quella riferen- tesi al nostro Re : « Lo specchio rovente del mio spirito vertiginoso aperto sotto i firmamenti illuminati occhieggianti di cifre, guarda oggi la stella reale Regulus che, nascendo Vittorio Emanuele Re, scintillava all'Oriente nel segno invitto di Leone e nello zodiaco domina la Francia e l'Italia sorelle. Nelle ultime plaghe del cielo brilla Giove potente e la Luna che governa le feri'e. I due astri con il Leone glorioso segnano un immenso triangolo basato sull'orizzonte e Venere, che è in sestile, con Mercurio e Saturno congiunti a Marte, si avvicinano verso la Fortuna, situata nella bassa dell'Oroscopo. Il Leone detta forza, volontà, superiorità illuminata; la Luna col trigone di Marte e con il quadrato di Urano esorta il coraggio del Re protetto; Mercurio nel quadrato di Marte lo fa saggio e gli dona uno spirito pratico. Il parallelo della Luna con Giove è evidente garanzia di successo nelle imprese del Re. Oggi un pullulare di occhi nelle tenebre, gonfie di futuro, guarda all'Oroscopo originale. Le nevi delle Alpi specchiano l'Oroscopo originale. La sacra mano protegge con i propizi suoi segni il contemplato, che guida un esercito felice ». La profetessa prognostica poi collo stesso linguaggio imaginoso la disfatta turco-germanica in Egitto, il tramonto della stella ottomana, la felice risurrezione del Belgio, il tradimento dei « cattivi magiari di Tisza » dopo la sconfitta, nonché la nascita di un poeta che succederà a d'Annunzio; e una pace che durerà cento anni. Se non che a un certo punto avverte che « però non l'anno abbraccerà tutto che sia annunziato dall'anno ». Cioè a dire che per l'anno 1916 le cose non saranno a posto. E fin qui la profezia, non sembra difficile a farsi, né strana ad avverarsi. Vita di soldati... Un volontario milanese ha scritto dal fronte la seguente lettera che il Corriere riproduce. « Da circa venti giorni mi trovo in trincea, ma forse domani o dopodomani passeremo in seconda linea. Ho preso l'espetto d'un brigante : l'abito a brandelli, sudicio, senza copricapo, infangato fino ai capelli. Le farei compassione se mi vedesse, eppure si avanza. Ieri, giorno di festa per la Patria, giorno sacro per la fanteria italiana, abbiamo nuovamente espugnato posizioni del S. Michele. E' una volontà tenace, disperata, la nostra, che sormonta ogni ostacolo. Vogliamo la vittoria ad ogni costo. L'11 novembre gli austriaci hanno fatto definitivamente San Michele dal... medesimo. Da questa notte, il valoroso ..... ebbro di gioia sta contemplando il magnifico panoramma della tanto sospirata e disputata Gorizia. Qualche volta stando seduto sullo zaino assorto nei miei ricordi, ho provato una malinconia senza fine, una tristezza piena di nostalgie. Quando mai potrò rivedere la mia mamma, e Genova, e il mio gran mare azzurro? E pensando a queste cose, non mi vergogno di dirlo, ho pianto. Ma sono stati brevi momenti, attimi di sconforto. Sono felice di combattere per la mia patria, e sono pronto a versare il mio sangue per la sua libertà e per la sua grandezza ». Come si combatte. Il corrispondente da Pietrogrado del Daily Telegraph descrive un' avanzata dei russi nel Caucaso, enumerando le terribili difficoltà che questi prodi soldati dovettero attraversare. Un ufficiale di ritorno dal Caueaso gli ha narrato che, dov'egli si trovava col suo distaccamento sulla cima d'una montagna alta 3000 metri sul livello del mare, il vento impetuoso rovesciava sulle truppe enormi masse di neve seppellendo talvolta diecine di uomini ; ad ogni raffica le capanne ed i ricoveri scomparivano sotto la neve quando il vento non li faceva a pezzi. La bufera durò parecchie settimane e le truppe vissero sotterra, tagliate fuori dal mondo, nutrendosi di biscotti rancidi, perchè la neve aveva sotterrato anche le cucine. Ogni speranza di uscire da quel sepolcro dei vivi pareva già svanita ed i soldati, senza un lamento, si erano rassegnati al sacrificio supremo, quando la bufera cessò improvvisamente. Allora potè essere ristabilita la comunicazione telefonica col Comando, e, giunto l'ordine di tornare nella valle, incominciò la perigliosissima discesa traverso ai precipizi colmati dalla neve. Le truppe scendevano procedendo in fila indiana, penosamente, tirandosi dietro cavalli, carriaggi e cannoni. Durante la marcia scoppiò un altro uragano ed i soldati, rannicchiati nella neve, aspettarono che tornasse il sereno. La marcia finì, tuttavia, senza che un sol uomo fosse perito; soltanto qualche cavallo era scomparso nei precipizi. Tra nonno e nipotino. Re Nicola del Montenegro ha ricevuto a Lione i giornalisti francesi. Ad uno di essi, il Bonnefon, ha parlato del suo nipotino, il nostro Principe ereditario, ed ha detto : « Quanto è stato buono per me durante la sosta a Roma il mio nipotino, il Principe ereditario Umberto di Piemonte ! Subito l'allegro fanciullo dodicenne si è fatto seriissimo, compreso di rispetto e di venerazione. Per qualche minuto siamo stati insieme come due giovani amici. Mi ha chiesto : «Perchè siete così triste? Chi vi fece del male ? » Gli ho risposto : « Hai il vecchio nonno percosso ». Allora il fanciullo ha ripreso vivamente : « Chi ha osato battere voi, che siete sì grande? Dove vi hanno fatto male? ditemelo». Ed ecco che cosa ho risposto al bimbo caro: «Sono stato ^attuto in tutto il corpo: sulle braccia, sulle gambe, sul petto, sulla testa, dai miei nemici ». «Rifattosi malinconico, Umberto ha concluso: « Allora non avevate più da mangiare laggiù! » Così — ha soggiunto Nicola ergendosi di scatto — mio nipote, dodicenne, ha compendiato le cause della nostra disfatta meglio di tutti i diplomatici e cancellieri ». Sulla linea francese del fuoco, — Avamposto francese in un bosco con la sua capanna e le sue trincee. (Fot. Argua - lastre Tengi)