Bifficul-tà dell’E-ua nge lo» Mattai. ChiiCoft. Sem. 2 f 6 Ragionamento decimo. gnanti,quanto fono debolezza, e potenza ; infirmi tà,e virtù;ignominia,c gloria:infamia,e honore: innocenza^ condànatione; impaflìbilità,e tormenti; immortalità e morte: fomma miferìà, e fommafelicità: e quello è quello argomento,col quale voleua moflrare San Paolo la difiìcultà della predicanone Euangelica nella i.de’Corinthial i. quando dice* ua: PradicamusChri^htm crucifixumjudaisquidem fcandalumfientibusfautem ftultitiam.Quelloe quello,che voleua dire il Signore,quando diije: AfW calorum vimpatitur^&udenti rapimit illud-flìidù) è quello, onde la fede fi paragona a* cieliqua/i arefilidijjimofufìfont-,quello e quello, che accenna* ua»S*GrifoftQmo nelFhomd.i8.in San Matthcioè, che fi come poca certezza podismo hauere deirho-nella d’vna donna,che non fia fiata follecirata mai; cofi poca bramirà farebbe quella della noftrafede, fe non faceffe rèfiftenza ad impeti, & a difficoltà si grandi.Ai ficuró,quella armatura è migliore,che, fa forte a i più potenti colpi ; più ferma è quella pian, fa, che infin nel dorfo dell’appennino a’ più ìmpe-ruoli borei non fi fcuote^più vino è quel fuoco,che a maggiori foffij fi raccende.Più falda è quell’amid tia, che nelle miferie fi và fempre aumentando. E nello fteffo modo la fede,che noi habbiamo della di uinità di Chrifto tanto è più potente,è più glo ri ofa,quanto che ripenfando alla patitone di fai, ad ogni modo non ce la feemano punto, tanti oppr<> brijjtanti indecori,tanti tormenti,tante pene,e indi gnità fue.Fra le quali;chi può imaginarfi a primi vi fta indignità maggiore di quello,che fia quella, che egli habbia tanto timore, efia in tantaanguftix,, che habbia bifognodi confolatione,e fiaconfolato da vno de'fiioi ferui?O indegnità: ^dpparut Uh angelus decado conforta™ ewn, dice San Luca al cSanBern^r.nelferm.dhS» Andrai i. Quemcumì efcla.