X e e 0 d 0. 7i 10 era fanciullo,&fe egli per tal caufa mi priua dcll'hercdità , mi fa grande ingiuftitia, perche il padre, che non ammaestra il fuo figliuolo mentre che è gioitane, ingiuftamente lo priua dell'hcredità effendo vecchio. Il padre replicò al figliuolo dicendo Gli è vero, o figliuolo ch'io ti allenai in delitie qud-do tu eri fanciullo, ma infieme con quefto tu fai troppo bene come ti ammae-firai, & caftigai quando fufii crefciuto ,&fe non t'enfegnai dottrina nella fanciitllegga, quefto fu, perche in quella tenera età non eri capace di intenderla.l\la pi. i quando t’n fegnaua,&dottr inatta, tu non eri capace da inten derla,ne haueui età per poterla apprendere, ne anche forge per efercitarla perche sinfegna in nano a colui,che non ha h abilità,ne forge nella perfona. 11 figliuolo à quefto ri/fofe.. Eeffendo tu uecchio,& io giouane ,effendo tu mio padre,& io tuo figli itolo, battendo tuoi capelli canuti,& mancando io di bar ba,è cofagiufta, che fi dia fede àte ,& eh' io fia dannato , perche vediamo ft>effe volte in quefto mondo, che la poca autorità della perfona gli fa perdere una caufa molto giufia; confeffo o padre mio,che quando io era picciolo,tu mi face ui infegnare à leggere,ma nò pciò mi negherai, che s'io faceua qual-che mancamento,non ti fojferiua il cuore di xaftigarmi,perciò Inficiandomi tu fare quanto mipiaceua, mentre, che era fanciullo,di quà è attenuto , che effendo crefciuto, ti fono fiato difubidiente , & dico di piu, che fe in quefto mancamento fono colpeuole, tu neramente non fei fienga colpa della mia colpa perche ipadri non fono tenuti d’infegnare a fittoi figliuoli, finche fono piccioli, à difettare delle virtù,ma fi bene di aueg^arli,che fìano uirtuofi,perche gli è vngran bene che noigiouani, quando veniamo in età di conofcere il male,fìamo aueggi ad operare bene. S olone Solonino filofofo poi c’hebbe $cntCntia vdito le ragioni d'amendue le parti,diffe quefte parole. Io do per fentcntia, di Solonc che il oadre di duetto riouane. Perche non lo cattivò Quando era fanciullo, do contra il dre , perche non gli credè, ne gli fu vbidiente quando era giouane , manchi ua caftiga della heredità paterna àfua vita, ma che’l figliuolo di efio giouane , morto to il fuo fi fuo padre, habbia l’heredità, perche farebbe grande ingiuftitia , che l'inno- gllUol° • centia,del figliuolo fujfe dannata per la maluagitàpaterna.E.t mcdcftmamc-te comando , che tutta queftafacultà fia depofìtata in mano di fedel perfona pei che dia da mangiare al padre fin che uiue ; & faccia una fcpoltura al figliuolo poiché farà morto. T^on Jenga caufa ho dato quefta fentcntia , laqua le abbraccia la vita & la morte, perche non vogliono i Dei,che per vna col pa fia doppiato il caftigo, ma che c affoghiamo vna nella vita, leuandogli l'ho nore, o la robba,et l'altro nella morte penandogli la fepoltura,o la memoria. Fu per certo molto grane la fentcntia,che diede quefto filofofo, & piacejfe à Dio,che lo aueffimo per giudice di queft’età , perche fi può giurare , che egli trouerebbe molti figliuoli da deferedare, & anco molti padri da caftigare,