s s c o b o; „ pace, Trónfi enfiate voi altri Lacedemoni] 3cbe fienga caufia vi perfiuadiamo, che da fanciulli meti'ate i vofiri figliuoli alle lettere 3 innanzi che gli la-fidate creficere, & ingolfarci ne i viti]. "Porcioche^ mancare ad uni i fiuti] p configliarli3& altri per foprauagare ociofi nel popolo3fi attacano le guerre p animaggarfi vni con gli altri.faoti -vogliamo che -poi Lacedemoni] penfiate che noifiamo amici d’huominifrapatori3 & chiarlanti, perche nofìro padre Socrate fiatai3 che la prima lettione3che fi hauefle da dare al dificepolo nella fida ^tcademiafoffe3che per duoi anni continui no hauefle ardir di parlar r-na folparola3percioche è imponìbile3cbe uno fia prudente nelparlare3fe non è molto patiente nel tacere, l^oifiamò di opinione3parendo à voi3che Hcuxi impo/libi nofilofofio refti in qfto nofìro Senato3ct babbiate per certo 3 che fe nei fa cri a- le òche v-mo profitto della fuaprefentia3che voi altri non cauarete danno de i configli P™ che effo ne darà3perche è vna antica legge in ^Ltheye 3 che offa non poffipi- pàrlàie, fc gliare affinato della guerra 3fe prima per i filofofi3no è effaminata ficgli è giu non è pa-fia3o ingiufta.'ltgon diciamo altro3eccetto3che a i Dei immortali3cofi noftri co ricinc ncl me vofiri dimandiamo3che filano in -pofira & in nofira protettione 3& a lev uceic ’ piaccia di confieruarne in questa pace perpetua 3 perche quelle falò è perpetuo 3che dalla -volontà de i Dei per tale è confirmato; fiate fimi. ’ghe le baile q^val nvt'ricano ifiglivoli de f rencipi,& gran -SignoridouerebboTio edere donne fauie. Cap. (XXXII. I -Peregrini,Quali caminano per paefi incogniti3ctfragoje montagne3dcfi dorando d'indo limar c 3& dubitando di non fallare , non falò fe informano della uia, per la qual deuono caminare fama anchora importunamente à dito E f f. fe la fanno moflrare }perche gliè cofa molto fafiidiofa caminare còfiufaitione; ftfdLfa cà per quefia comparatione 3voglio dire3già che tanto ho gfuafo3che i padri deb minare có bano infegnar parlar bene a i loro figliuoli 3la ragion ricerca , che per quefio fuipuione noi cerchiamo qualche buon rimedio3pcrcbepoco è auttonepgato il configlio fe quello che lo dà3infieme con quello non da qualche buon rimedio. Fa molto al cafa l’huomo effer di buona3o di mala conditione3haucr intelletto acuto , o batterlo groflo, & quefio non fidamente 3per quello 3chc l’huomo ha da fare3 ma etiandio per quello che ha da parlare3 pei che non è picciolo , ma ungran beneficio, hauer l’huomo chiaro ilgiuditio,& non efiante quefio3dico che no tutti quelli che hanno gl’ingegni acuti 3fano eloquenti , ne tutti gli eloquenti fono acuti 3perche noi vediamo molti buomini ,haucr che parlare infiteme con quefio non faper quello che fi dicano ,et per il contrario fono altri 3che ha nò ben che dire,ma non lo fanno dire , in modo che la naturagli ha dato alto giuditio3maper loro pigritia fi reftano di baffo ftile. Molte volte mi maraui-glio in ueder una anima di vno bambino quando nafice non effer di minor per fettione,chc l’anima d’un uecchio quado muore ,& quel bambino ha fi teneri Mar, ^iure.Tar.feconda H 3 i membri