y e e- 0 X. D 0. 49 Irle nel beuer Uinó,che non fidamente fi afteneuano da beuerlo , maanchorA di Sentirne l’odore,perche ad vna fomana era maggior infamia il bcuer vk no,che fiefi partiua da fuo marito . Dionifio ^ilicarnafeo nel libro delle leggi fornane dice,che fornaio il primo fondatore di foma fi occupò più à fare e-dificij per ampliar foma,che à componer leggi pergouernare la fepubhca. Tra quindeci leggi da lui fatte,la fettima legge comandaua, che niuna dona TI uini Ternana fujfe ardita di beuer vino in foma.fiotto pena di perdere p tal fallo j"c lauita.L’isìeJfo hiftorico dice, che da quefta legge nacque tal costume in fo-ma,che fe qualche nobile fomana voleua bcuer vino,&far qualche folcane cenna,ufei nano di foma,doue haueano tutte i fuoigiardini,pche detro le mu ra di Hpma,ninna matrona fontana farebbe fiata ardita à pwgar di vino. Se "Plinio no ci ingana di quato dice, nel libro ventefimoquarto de la fua natura le hifiorie,era cofiume molto antico in poma,che quado vn parente cola fua par età s’incontrauano per firada, fi accofiauano la faccia uno all’altro in fe-gno di pace,&fu introdotto quefio cofiume fidamente à qucfi’cffetto, perche fi vedefife fe la donna pu^aua di vino , & trouandola in tal fallo, il cenfore la poteua bandire di foma,&fe il fuo parente la trouauafuor di fonia,po- La pena teua ucciderla fent^a alcuno fuo pericolo , ma dentro alle mure di fonia niu- dcll« don. no fomano poteua vccidere per giuftitia. fomulo, (come s’è dettojordinò il 6 ^fupplicio alle imbriache,& putilio affegnò la pena alle adultere,corficro tra Ull)o . Ppmulo,& putilio anni trecento,è vintuinque, talché molto auanti fu affé-gnata in foni a la pena delle imbriache,che alle adulter e.Sono due tanto gr a falli che la moglie fia adulterai embriaca , che io non faprei dire qualfuffe il maggiore,perche la donna per adulterio perde la fama,per effer embriaca effa perde la fama, & il marito la robba. Se le donne fidamente per muntene ta donna re rhonefid della lor perfòna,fon tenute di effer temperate nel mangiare, & a nel bere,quanto piùgrauità della perfona,ma anchora la falute,& uita del- ca è caufa la ere atura ylaquale effa latta, & è cofa moltagiufia, che la donna fia priua- della roui ta di beuer uino,poi che beuendone,l’bonore,& la uita porta pericolo. Sello tlcl ma dcuono le Trencipeffe/lare molto auertite, che le baile,lequai lattano i loro nco* figliuoli non filano grauide,&la ragione è quefta, che alla donnagrauida ma ca la fua/blita purgatione, & il fangue menftruo ritenuto nel corpo ,fi me-ficola colfangue chiaro , delquale fifa la latte alla creatura, & cofipetifando di nodrire il fanciullo con latte, l’uccidono con veleno , & non fipuòfare maggior ingiuftitia, che porre in pericolo il figliuolo già nafciuto, per quello che ancora slaper nafiere. Gli è cofa mirabile da uedere à chi vuole attentamente mirarla,che gli animali brutti,quando nodri/cono i lor figliuoli,la fe mina non accotifcnte al mafcbio,ne il mafichiofifgue la femina, & è più mira bile da vedere quello,che auiene tra gli uccelli, ne i quali fi ucde,che lapaf-fiera non /blamente non laficia,che il paffaro fi mefeoh co lei,angi fin che ipri mi figliuoli non fono crefciuti di maniera,che po/fino polare, non fi uede, che Mar.^iur e. Par.feconda G faccino