ir i * K & perche noti fo qual fta maggior 3 o la sfacciatagine de i figliuoli ; à nóìi Mi» re a padri loro3ola trafcuraggine de ipadri nell’infegnare3& aminaéflrare i figliuoli. Seflo Cberonefe nel libro fecondo de i detti de ifilofofi 3 narra che vn Cittadino ^dtbenìefé interrogò Diogene3 qual cofa egli doueua fare per effere grato à i Dei3& non effer odiato dagli huomini 3 perche fi ode dire da filoffi molte folte 3che gli è gran differentia da quello che vogliono i Dei3 à quel che bramano gli huomini. queslo Diogene riffofe. T u di piu affai di quelle 3 che tupenfi3 dieendo che i Dei vogliono cofa molto diffimile da quella 3 che bramano gli huomini 3 perche i Dei fono vn centro di clementia3etgli Che cofa a^tro non fono £he vn’abiffo di malitia. Chi vuole goder ripofo nella debba fo. vita3et confèruarfi al tutto innocente ha da far tre cofe3prima honorare firn re quello inamente 3 i Dei3perche chi non ferue à fuoi proprfi Dei 3 farà in ognifua im-hauer^n' Prefa ffortunato^econ^°^Ponla^ran diligentia ad allenare fuoi figliuoli3 potò nel. Perche l’huomo non ha il più moleflo inimico3che’l fuo propriofigliuolo3qna-la aita. do effo è malamente creato.Tergo fiagrato verfo i benefattori3& amici3per che l’oracolo di apollo diffe 3 che ogni huomo ingrato farà da tutto il mondo abborito. Et dicoti di più o amico3che tra quefte tre cofe in quefla ulta la più vtile3& di maggior affanno è all’huomo il creare i figliuoli. Quefte furono le parole jlequai diffe Diogene filofofo alla dimanda3che gli fece quel cittadino, il mag- Grande affanno è vedere vn giouane hauere ilfangue bogliente3et la carne3 n'ochfha lo chiama al profondo 3 veder come la fenfuahtà repugna ifùoigiufli defili» bfo fhuo- Vedere3 come il mondoftàp affaffmarl93 vedere il Demonio3come lo va ten-mo, è crea tando3uedere i vicfi3come lo vanno inuitando al male3 & con tutto queflofil re il figli. padre fe ne ftà ffenfierato come fe non haueffe figliuoli.Et effendo cofa ve ri fi uo 0 ’ fima3che l’huomo virtuofo3 et vecchio per le poche virtù3che acquiftò effen- do giouane 3 potrà imaginarfi gli infiniti vicfi3de i qualiftà circondatofuofi• gliuoloffegli effetti nonfuffeno mai flati ignoranti3fe i padri nonfuffeno fta ti figliuoli3 fe i virtuofi nonfuffero flati dapocoffegli accorti nonfuffeno fi itti ingannati non farebbe grande marauiglia fe i padri dando la creanza ài figliuoli3vedeffno in quelli alcuna negligenttafeciò tu che fei padre 3 tfi’già fuftifigliuolo fhora fei vecchio3etgià fufli giouane 3et co queflo la fuperbia ti ffinfe àgrdrifco3 ti impaludò.la luffuria3tiferì co’l fuo coltello l’ira3ti ador-metò la pigritia3tipcepitò l’auaritia3ti vinfe lagola^dimmi o padre crudele poi che tati vie fi fono paffuti p la tua uita3 pche non ufi ogni fludio à guardare il figliuolo nafeiuto di te3et fe non lo uuoi fare3pchegli è tuo figliuolo 3fallo almeno jp eh e gli è tuoprofjimo3percbe il giouane 3che è dapiù viefi cobattuto ffe non uienefoccorfó3non fi potrà mantenere 3 chefinalmete vn giorno no fi a precipitato Tronfi può conferuare la carne 3fe non è falata 3 il pefee non può uiuerefuori dell’acquario è pojjìbile mantener frefea la rofa 3poiché è feparata dallaffina3et medefimamente è imponibile t che i padri fi veggano lungamente