no auttorita di auìfarte3& fententiare del mondo. Til dici che paffaffi gran pericolo in mare3et che per alleggerire la naue3gittafli buona parte della tua mini che r°bba Sfondo. Tarmi in queflo cafo3cbe tu dei rendere infinitegratie alfu-pericoh - ribondo mare3ilquale potendo leuarti la uita3fi contentò di hauer fellamente no nelma la robb a: perche gli huomini quai nauicanoper mare3fin che non vengono in no^hauer ^uoco ficuro^e^ono bavere l’occhio non alla robba3c’hanno perduto3ma ala l’occhio” tota c’hanno faluato. Tu mi dici3che nauicando per mare3 uedefli moltegen-non alla ti eflerne3& che tardafli nel maggio più giorni di quanto p enfiavi 3& c’haue robba.ma flj uoluto. jL queflo ti ridondo ò Dedalo mio3 che quantunque tu babbi tarda 3o ""'a t0 m0^gi°rni > devono effere in maggior numero i dispiaceri 3 c’hairiceuuto l.T^ìorna- perche l’huomo 3 ilquale nauica longamente3gliè impoflìbite 3 che non finta « e longa qualche offe fa da i marinari:& che non ftia fempre in fp attento da i uenti. & la cópa quello jChe tu ferivi 3come haueui tecogran compagnia3ri/pondo 3 che quanto merofa di P™tu andaui carico de compagni 3 tanto meno ti doueuanopefare i danari: nccesfità, perche gli è una regola generalesche quando la giornata è lunga3 & la com* fi deue uo pagnia numerofitjdi nccejfitàfi deue notare la borfaMi dici3che per l’humi- . borf ^a(lua^e P^i 1ie^a naueffubito che fufli in terrarifenrifii infermo di 1 ’ gota; a quefto ti rifondo ;che dei hauere la gota nelle mani 3o nei piedi:fi lo hai nel piè3effa ti farà occafìòne3che flarai à guardare la cafi3 & cofi non fa rà ardito alcuno di robbarti là tua facilità. Se l’hai nelle mani 3 effa ti farà oc cafone 3che non andar ai altuofolito àgiuocare à tauoliero : & cofi tu non' perderai i tuoi denari3& quelli d’altri : &fi non hai mutato il tuo polito co-Nel paefe fiume 3mi rendo certo3che tu ti contenterai di hauer la gota , per aumentare molti me- riiafacvltà. Irli die fiche in quella terra bai trouato molti famofi medici 3 dici, fono per fanare il tuo male: iquali fono dotti 3 <& efperimentati ; à queflo ti riffoìi-moltivitii doffecondo Tlatone3che nel paefe dove fono molti medici ; figue di neceffità3 che ui fiano molti uitij3& uiciofi: perche l’huomo con fouerchie dclitie inferma^ con mediocre fatica fi nfana. I noflri antichi padriper quanto tempo fletterò in Ironia fenica medici 3 che furono anni quattrocento fi moftr aro-no piùfobrq 3 nel mangiare 3 & nel bere: perche fi come alla falute precede la temperanza 3 cofi alla medicina precede la voragine nel mangiare. Tu mi dicfiche ri trvoui in paefe molto abbondante 3 <& che tra le altre cofi ui fi no legne in copia3 dellequalifi manca in T{oma.^ queflo ti ridondo 3 che fi ui mok'e le” m°lte le&ne 3 doHete hauer ?oco Pane: Percf}e dice l’antico proverbio ; gne, gli Cè Dove fono i fuochi grandi 3 i granari fon piccioli. Et fi mi dici3che flai mol-poco pane to contento in quel paefe per le legne 3 che ui fono:faccioti à fapcre 3 ch’io fio di buona uoglia co l pane3che è in Italia: perche finalmente fi trcuano più le gne^ dafcaldare il forno 3 che fermento da mandare à molino . Certamente gli è bene bauer legneper l’inverno : magli è molto meglio hauer fermento per l’inverno3& per laflate; perche non diremo3che fi parifica di fame 3 perche ui manchino legne per i vecchi ;ma quado ui manca il pane g i fanciulli»