L I B R~ 0 La bona C0^Pa è inìa,fe quello miguafla la ■vefla.Quantunque i Romani furono in ogni creanza oofa perfetti, io gli porto maggiore inuidia della buona creanza 3 che daùano che daua- ai figliuoli de i nobili di Roma,perche neramente non può effere in alcuna cit no i Ro- ljUond Republica,fenonfi vfa diligentia a creare,& à cafiigare igiouani. loro fiali- Sbellico nelle fine hiflorie dice,cbe nell’anno quattrocento,& quindeci dal-gliuolE la fondanone di Roma,effendo Confoli QVSeruilio, & Lucio Gemino',flando Camillo auenturato capitan Romano alla guerra contra Kolfci, leuoffì in Ro ma una difcordia tra l popolo,& i Cauallieri, & era la loro differètia fopra ilprouedere de gl’uffici], pcbe nelle gran Rep.è antica querela tra i Cauallie ri per la fuperbia di poter comandare plebei,perche gli manca lapatien tia,di poter obedire.Foleuano i Cauallieri, cbe fi ere affé nel Senato un tribu no militare,ilquale parlaffe in nome di tutti i Cauallieri pferiti,&affenti, & affegnauano quefla ragione,che flando lorof come flauano ffempre alla guerra,tutta la Republica rimaneua in mano de plebei.I plebei all’incontro chie-deuanos& importunauano ,che fi ere affé da nuouo un’ufficio, ilquale haueffe ^carico di ueder, & effaminare come fi creauano i fanciulli nel popolo, pche i plebei accufauano i cauallieri, che flando loro la maggior parte del tepo alla guerra,fuoi figliuoli andauano uagabodip RomaMap all’borafu detetmi nato,che fi creaffe un tribuno militare, ilqualefuflfep autorità uguale ài Senatori^ cbe qfio raprefentaffe tutto lo flato de gl’uomini militari,ma qfl’uf fido durò folamete anni quattro,cioè fin cbe Camillo tornò dalla guerra: per che le cofc non fondate fopra la ragione,da fe medefimo rouinano.Tuttauia i cauallieriflauano pur odinati,cheglifuflè mantenuta la loropminetia, ma tutto’l comune di Roma gli contradiceua.Finalmente ql buon capitano,chiamati àfe tutti i Cauallieri,gli diffe qfle parole Mi uergogno fommamete che i Cauallieri Rimani fi h abbino tanto abbuffati, che uogliono contendere con i miferi plebei,perhe neramente non guadagna tanto honore il grande à vincere il picc.iol quàto ilpicciol acquifla,umcèdo ilgrade. Dico adunque che mi (piace qfla copetentia tra uoi,& iplebei in Romaiche uoi Cauallieri uolen-do riufcircon honore,bautte da vincerli,o da ucciderli, uincerli non potete, . perche fono affai,& non li douete uccider e,perche finalmentefono vofiri,& pacifica* i n° $ a^tro remedio,che difiimulare quefta contetione, perchegl’huo- cauailieii negociofì,iquai non uogliono che gli fia fatto violentiate hano in fegiu con la pie flitia,l'ultimo rimedio è feoflarfida loro. Gli immortali Dei crearono i Roma be m Ro cauallieri, non perche reggeffero il popolo, ma à fin che acqujflaffenoi re-ma‘ gni,& tornoui à dire,che non ci crearono i Dei, perche infegnaffeno leggi à noflri,ma perche defìimo leggi àgli eflranei,&fe fiamo figliuoli d'i nofln pa dri,& imitatori de gl’ atichi Romani,no fi conteteremo di comadare à Roma ma uorremo comadare à chi comada à Roma,pche il core d’un nero Romano non deue contetarfi d'hauer prefo un mondo ,quado flamba da pigliarne uno altro*