y tr r " o" fi o: 60 non de lingue,o natione foYefii era, <&■ in nero i fiomani in qucflo haitiano rd gione, percioehe li negotij di grande importanza mal fi negodano per lingua "straniera Molti fi marauigliarebbono di leggere,o vdire quefio che dico,cioè che le donne,qual nutricano i figliuoli de i Prencipi,fiano donne cloquete,ma in nero quello,che di quefiofi admira bà vifio poco,& letto manco,percioehe io non fio qual foffe maggiore, o la gloria, che hebberogli antichi in goder di donne tato eccdlcti,o la infamia di quelli,eh e fono al pfente infopportar don Laudc ne tanto inbonefie.nSfon ttoglio negar,che quando arriuai à queflo paffo , non (£a*e foffe il mio fiorito in gride cofufionefin effer indeterminato in quefte fcritturc panàtc & de qual doueffe fcriuer primo la mia penna,cioè le innocentte,& diffolutioni, u i cuperio che ho aifio delle donne,o le prodezze,et le virtù, delle donne,che ho letto,al Ì)1C' fine mi fono rifilato,di trattare il grano limpido, & utile, & Inficiar fiare la cn paglia putrida nella terra, perche la linguagenerofa hà dapublicar la boti delle donne,acciò tutti lo fàppino,& per il contrario,le fragilità delle male, fi hano da JepeliYe,acetiche no fi prefumano.Li huominifauq ,& non pazgfi» gcnerofi,& rio itili,pr udenti, & non feempij,trattando con le do ne fono obligati firuirle, vi fitarle,cofilarle,difender le,■& darle animo al be fare,ma in modo ninno hanno licetia d’infamarle, perche l’huomo, che mette lingua in vna donna fragile,non è da più, che fi metteffe mano atlafiada per amma^ Lc jonnt Zpr vna mofia.Tornado al noflroppofito,le Trencipeffe ,&grà Signore,non pono t5to deuerebbono-lafciar di iiifegnar tutto qllo ,che glie pofiìbile alle loro figliuole capace de & no s'inganano dicedo,che per effer donne,fino inhabili per le fcienzfjper dottrina che no è regola generale,che tutti i fanciulli habbino ^ingegno acuto, ne che j]‘/ tutte lefanciulle,fiano d'intelletto ofeuro,perche fe i fanciulli,&le fanciulle impar affero tutti à paro,io ho per opinione, che farebbe tato il numero di do nè fauie,quanto è il numero de huomini feempij,cafi che molti, & molte don ne eccellati Ijabbino goduto quelli de i tòpi paffuti, però ninna natione bebbe tante, & tato eccellenti perfine ingeniefe come bebbero i Greci, perche fe i Promanifurono gloriofi per le arme, i Greci fono fiati de immortal memoria per le lettere. Ifon uoglio negar che nella 'Politica di Ifoma non fiano fiate molte donnefauie , ma che quefia era la differentia dall'une all'altre, che le donne di Grecia nella filofifia fono fiate dottiffime ,&le donne Romane, nella vethorica, & cofe dipocfia ,fino fiate fauie , & da quefio auenne, che in òLthenefì preciauano di faper bene infignare ,& in B^oma fi au.atau.ano di fa Lc jounc per beparlare.Fufornio nel quarto lib.de igefii de fiodiani dice,che nell’an- di grccia no terzo del Confidato di Lucio Siila , à cafi uno Mmbafiiator di poma , & erano Fnt vrialtro di Grecia, hebbero contrafio di parole ingiuriofe nel Senato di podi doue diffe l’^imbafciatore Greco all'^Lmbafciator di poma. Voi altri poma- j, Ro. ni è nero che flètè fortunati nelle arme , ma inficine co qfio fiete molto inhabi ma. ligie ficietie, perche in nero fanno più le done di Grecia, che gli buomini di li q. poma