XIV le , in qualunque evento badate a non prendere minima parte in mia difesa. Conosco T uomo : egli è infermo , è delirante in tutti i punti. Bisogna affliggerlo ed esserne afflitto per curarlo. Ah ! vorreste voi che egli si trarfgugiasse senza strepito le pillole più amare? D’altronde qual prò diffondersi in contrasti interminabili contro di chi non ha voglia di essere migliore ? Son pochissimi quei che leggono per istruirsi : i sem-pli^ soltanto di cuore e gl’ingenui amatori della sapienza. La più bellPparte del mondo infetto di spirito infetta colle passioni le più savie letture e le ributta come nocive ; noù' altrimente di chi corrotto nello stomaco corrompe di leggieri e rovescia ben tosto i più sani alimenti. In fine chi più forte della ferità? Ella sola basta per sè. Troppo è per sè stessa lusinghiera ed amichevole. Troppo è terribile e bellicosa. Chi non ^pjcon lei, è contro di lei ; ed allorché ci ostiniamo a nonYfarci vincere dalla sua dolcezza , ohimè !, vinti dalla riazione resteremo vittima forzata del suo furore.