nùbe che folta Io ricuopriva, egli fa trasparire un tantino del suo volto all’anima che soavemente commossa lo sente, lo gusta, gli correi appresso frcmi-tando di gioja alle sue attrattive divine. Ella è già tutta del Nume che da tutte le òpere create riverbera sopra di lei 1’ immagine scintillante del primo essere incantatore. Lo stupore, la riconoscenza, il rispetto, la lode, l’amore misti in uno risvegliano e confondono tutli i sensi in un senso glorificante. Lo spirito curioso e vagante, richiamato da un sibilo interiore, si arresta estatico in sè medesimo, e tace. Un sagro é profondo raccoglimento è già-successo alle grate impressioni della natura. Il cuore rifuso nuota nella calma, calma intima e so-, stanziale che sempre più riproduce ed intrattiene il dolce sentimento dell’innocenza e della sovrana sua libertà. Mille voci di giubilo e di salute serpeggiando per le vie segrete dell’ànima riconducono nello spirito la sicurezza, la sicurezza partorisce il contento, ed il contento il canto. O Religione siami tu guida alla Campagna! O Campagna iniziami tu nei misteri della Religione ! Campagna ! Religione ! Deh ! unitevi compagne al mio spirito per restituirmi al mio centro beato.