*93 te formalità ne’giudizj civili; ed han permesso nuovi esami, più appelli, e iterati decreti e de-tifioni ; ma tali mezzi hanno condotto ad un line oppofto. Desinati a conservar la roba ad ogni Cittadino, han servito a spogliamelo. Come po* irebbe un povero giugnere a far valere i suoi dU ritti, se gli mancano i mezzi e le forze per fare un viaggio sì dispendioso e sì lungo (a)? Coloro, che possono, non hanno maggior motivo di refìar contenti dell’efito . Il più favorevole compensa appena le spese. Ma qual compenso potrà darli alla perdita della pace e della tranquillità , all’ offesa talora .della coscienza, ed a quelle agitazioni, che si soffrono per molti anni, e forse per tutta la vita ? Quello flato non ammette certamente la felicità. Si confìderi il numero delle persone, il N lus*- (a) Malgrado il guffo presente di biafimare in ogni oc-catione i Romani, eglino s’ incontrano collantemente sulla ftrada, quando fi và in traccia de’ buoni llabilimenti. Ne’, primi tempi di Roma i poveri e i deboli ne’ loro affari ritrovavano una iicura protezione e difesa preffo i ricchi e potenti. Quelli se ne faceano un particolar pregio , e cre-deano crefcere la loro gloria col numero de’ Clienti, e dilatarli a indura dell’ eilenfione del Patrocinio . Quantunque d fine di tal. condotta si voleffe tacciar di ambizione, uoa lascia però di effer benefica e generosa.